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Sinner–Djokovic a Wimbledon, la semifinale che vale la storia: tutte le curiosità su una sfida senza precedenti

Il numero 1 del mondo contro l'uomo dei record, per la terza volta in semifinale sull'erba di Londra. In palio molto più di una finale: primati che resistono da mezzo secolo, un sorpasso silenzioso su Federer e una rivalità che, sulla carta, non dovrebbe nemmeno esistere.

Sinner–Djokovic a Wimbledon, la semifinale che vale la storia: tutte le curiosità su una sfida senza precedenti

C'è un dato che, da solo, racconta tutto: tra Jannik Sinner e Novak Djokovic ci sono quindici anni di differenza. Eppure oggi, sul Campo Centrale di Wimbledon, si affrontano per la dodicesima volta in carriera — e per la quarta volta in due anni, sempre in semifinale di uno Slam. Il bilancio dice 6-5 per l'azzurro. Ma l'ultimo capitolo, la semifinale dell'Australian Open dello scorso gennaio, lo ha vinto il serbo, al quinto set, contro ogni pronostico. È da lì che ripartiamo.


UNA RIVALITÀ NATA AL CONTRARIO

Le grandi rivalità del tennis nascono tra coetanei: Federer e Nadal, Borg e McEnroe. Questa no. Quando i due si incontrarono per la prima volta, a Monte-Carlo nel 2021, Sinner aveva 19 anni e Djokovic era già una leggenda. Il copione iniziale fu quello prevedibile: tre vittorie consecutive del serbo, comprese due proprio a Wimbledon, nel 2022 e nel 2023.

Poi la storia si è ribaltata. Negli ultimi otto confronti Sinner ne ha vinti sei, con una striscia di cinque successi consecutivi tra la Coppa Davis 2023 e la semifinale di Wimbledon di un anno fa — vinta in tre set, prima del trionfo in finale. Djokovic ha interrotto quella serie solo a Melbourne, sei mesi fa. Ecco perché questa partita ha il sapore della rivincita, per entrambi.


IL SORPASSO SILENZIOSO SU FEDERER

Mentre tutti guardavano altrove, in questa edizione dei Championships Djokovic ha superato uno dei record più simbolici del torneo: con 107 partite vinte in singolare maschile a Wimbledon, ha scavalcato Roger Federer, fermo a 105. Non è l'unico primato caduto in questi giorni: quella di oggi è la sua ottava semifinale consecutiva sull'erba londinese — anche qui, un record che apparteneva a Federer, fermatosi a sette tra il 2003 e il 2009.

E i numeri complessivi danno le vertigini: per Djokovic è la quindicesima semifinale a Wimbledon e la cinquantacinquesima in un torneo dello Slam. Nessuno, nella storia del tennis maschile, si è mai avvicinato a cifre simili.


39 ANNI E 51 GIORNI: LA SFIDA AL TEMPO

Djokovic gioca questa semifinale a 39 anni e 51 giorni. Se batte Sinner, diventa il secondo uomo nell'Era Open a raggiungere una finale Slam dopo aver compiuto 39 anni: prima di lui c'è riuscito solo Ken Rosewall, nel lontano 1974. Se poi vince il torneo, i primati si moltiplicano: sarebbe il campione Slam più anziano dell'Era Open in singolare, conquisterebbe il venticinquesimo Major — staccando definitivamente Margaret Court, ferma come lui a quota 24 — ed eguaglierebbe gli otto titoli di Federer a Wimbledon. Con una postilla mai vista prima: diventerebbe il primo giocatore della storia con almeno otto titoli in due Slam diversi, visto che a Melbourne ne ha già vinti dieci.

C'è una simmetria quasi poetica nella sua carriera: nel 2008 fu il più giovane di sempre a raggiungere le semifinali in tutti e quattro gli Slam. Nel 2025, diciassette anni dopo, è diventato il più anziano a riuscirci.


LA MARATONA CHE NESSUNO DIMENTICHERÀ

Per arrivare qui, però, Djokovic ha lasciato sul campo qualcosa di enorme. Il quarto di finale contro Felix Auger-Aliassime è durato 5 ore e 15 minuti: il più lungo nella storia di Wimbledon a questo stadio del torneo. Una battaglia decisa da dettagli microscopici — 189 punti vinti contro 185 — con il primo set durato da solo un'ora e 22 minuti e chiuso 12-10 al tie-break. Dopo la partita, come riportato da Il Post, il serbo ha scherzato sul paragone con il coetaneo Messi, ancora protagonista ai Mondiali: magari potesse giocare solo 90 minuti come lui.

Mercoledì Djokovic ha riposato. Giovedì è tornato in campo per un'ora appena, con un ospite speciale a seguirlo racchetta alla mano: suo figlio.


I NUMERI DI JANNIK (E UNA NOVITÀ TATTICA)

Sinner arriva alla sfida da campione in carica e con un percorso quasi immacolato: due soli set persi in tutto il torneo, entrambi al debutto contro Kecmanovic. Il quarto contro Struff è durato appena due ore e mezza. Gambe fresche contro fatica accumulata, dunque — anche se con Djokovic questa equazione non ha mai garantito nulla.

Per l'altoatesino è la decima semifinale Slam, la terza a Wimbledon: nessun altro italiano ne ha mai giocata più di una ai Championships — Pietrangeli, Berrettini e Musetti si sono fermati a quota uno. In palio c'è anche la vittoria numero 99 in un torneo del Grande Slam. E se stasera passa, diventa il primo italiano di sempre a raggiungere due finali di singolare a Wimbledon: la seconda consecutiva, per giunta.

Curiosità dall'allenamento di ieri, raccontata da Sky Sport: per la prima volta Sinner ha lavorato con due sparring partner contemporaneamente dall'altra parte della rete. L'obiettivo? Ricreare le traiettorie con cui provare a muovere Djokovic da fondo campo, togliendogli il tempo di costruire lo scambio.


LE PILLOLE LAMPO

- Dal 2002 non c'è mai stata una semifinale maschile a Wimbledon senza almeno uno tra Federer, Nadal e Djokovic. Ventiquattro anni di dominio ininterrotto.

- Sinner e Djokovic sono soltanto la seconda coppia dell'Era Open a incontrarsi tre volte in semifinale a Wimbledon: prima di loro, solo Agassi e Rafter tra il 1999 e il 2001.

- Djokovic contro i numeri 1 del mondo a Wimbledon è in perfetta parità: 2-2. Ha battuto Nadal nel 2011 e nel 2018, ha perso da Alcaraz nel 2023 e da Sinner un anno fa.

- Il programma di oggi rompe una tradizione: di solito sul Centrale aprono i semifinalisti che hanno giocato i quarti per primi. Stavolta Sinner e Djokovic scendono in campo per secondi — con temperature più fresche.

- Comunque vada, Sinner resterà numero 1 del mondo nel ranking di lunedì.


COSA C'È DALL'ALTRA PARTE

Con Alcaraz assente in questa edizione, per chi vince stasera si apre uno scenario raro: una finale Slam senza l'altro grande dominatore di questi anni. Ad attendere il vincitore ci sarà Alexander Zverev, reduce dal primo Major conquistato a Parigi, oppure la favola Arthur Fery, il britannico partito da una wild card e arrivato fin qui eliminando anche il nostro Cobolli.

La partita è visibile su Sky Sport e in streaming su NOW, ma anche gratuitamente in chiaro su TV8, con inizio non prima delle 17:30.

Storia contro presente, esperienza infinita contro il miglior tennis del mondo. Voi da che parte state?



Redattore: Nicola Ferrone


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