Dieci giorni prima del 7 ottobre: la telefonata che Netanyahu nega Una telefonata di 45 minuti, alla fine di settembre 2023, tra il presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohammed bin Zayed e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Secondo un'inchiesta pubblicata da Haaretz l'8 settembre 2026, in quella conversazione il leader emiratino avrebbe avvertito personalmente Netanyahu che Yahya Sinwar stava preparando un'azione di vasta portata contro Israele. Il primo ministro, sempre secondo la ricostruzione, avrebbe minimizzato e non avrebbe trasmesso l'allarme ai vertici della sicurezza. Circa dieci giorni dopo, il 7 ottobre, Hamas uccideva circa 1.200 persone e ne rapiva 251. L'ufficio del premier parla di menzogna. Vale la pena mettere in fila cosa sostiene l'inchiesta, su cosa si regge, chi la conferma, chi la nega e cosa resta da verificare.
Crans-Montana, il rischio era scritto: la mail che il Comune aveva e l'inchiesta no Un'ex responsabile dell'edilizia avvertiva per iscritto che la schiuma fonoassorbente del Constellation poteva prendere fuoco. Il messaggio è precedente alla strage di Capodanno, ma fino a pochi giorni fa non era negli atti. Ora lei è la diciassettesima indagata, e i documenti cantonali raccontano un sistema di controlli che non funzionava.
Monza, la Ferrari porta il motore nuovo e Antonelli parte ultimo: cosa dicono i numeri del Gran Premio d'Italia Alle 12:30 di oggi, venerdì 4 settembre, sono scattate le prime prove libere del Gran Premio d'Italia, novantasettesima edizione e tredicesimo appuntamento del Mondiale 2026. Il fine settimana di Monza arriva con un intreccio raro: per la prima volta dai tempi di Alberto Ascari un pilota italiano si presenta all'Autodromo da leader del campionato, ma domenica partirà dall'ultima fila. Nel frattempo la Ferrari, seconda forza tra i costruttori, porta in pista una power unit aggiornata e una livrea che celebra i trent'anni dall'arrivo di Michael Schumacher a Maranello. Proviamo a mettere in fila i dati.
Si chiama femminicidio. Lo dice il codice penale, non un'ideologia Lorena Isceri aveva quarantacinque anni e nei suoi ultimi minuti ha fatto tutto quello che si può fare: ha chiamato il 112, ha provato a comunicare dove si trovava, ha avvertito un amico. Non è bastato. È morta oggi sotto un viadotto dell'A1, a Barberino del Mugello, e con lei è morto l'uomo che, secondo gli investigatori, ce l'aveva portata. Nel giorno in cui l'Italia conta l'ennesima donna uccisa da un ex, il dibattito pubblico si è spostato altrove: non più su come fermare questi delitti, ma su come chiamarli. Vale la pena fermarsi un momento su questo, perché il nome, stavolta, non lo abbiamo scelto noi.
Illegale per impostazione predefinita: Musk attacca le regole europee al G20. Cosa dicono i dati Il primo settembre 2026, in collegamento video con il forum ministeriale del G20 sull'innovazione di Chapel Hill, in North Carolina, Elon Musk ha descritto l'Europa come un luogo in cui le novità tecnologiche partirebbero da una presunzione di illegalità. In sala, secondo quanto riportato dall'AFP, sedevano i ministri della tecnologia di Francia, Italia e Germania e la vicepresidente esecutiva della Commissione europea per la sovranità tecnologica, Henna Virkkunen. Un'accusa pronunciata davanti ai diretti interessati, in un forum organizzato dalla Casa Bianca con l'obiettivo dichiarato di limitare la regolamentazione dell'intelligenza artificiale. Vale la pena separare le opinioni dai fatti verificabili, perché su questo tema i dati raccontano una storia meno lineare di entrambe le tifoserie.
Dispiaciuto: la parola che a Torino ha riaperto una cella dopo due notti Ha detto di essere dispiaciuto, e dopo due notti in carcere è tornato libero. L'accusa è violenza sessuale su una ragazzina di tredici anni. È il caso che da ieri sera ha messo d'accordo, per una volta, destra e sinistra, ha spinto il ministro della Giustizia a inviare gli ispettori al tribunale di Torino e ha portato la presidente del Consiglio a scrivere un lungo post in cui la catena della sicurezza, per una volta, non viene difesa ma descritta come spezzata. Prima delle reazioni, però, vale la pena mettere in fila i fatti, perché la vicenda è più semplice di come appare e allo stesso tempo più complicata di come viene raccontata.
Måneskin a Sanremo 2027: cosa ha detto davvero De Martino, e cosa no Cinque anni dopo Zitti e buoni, i Måneskin dovrebbero tornare sul palco dell'Ariston. L'annuncio arriva da Stefano De Martino, che nell'intervista di copertina a TV Sorrisi e Canzoni in edicola dal 1° settembre ha inserito la band romana tra gli ospiti della settantasettesima edizione del Festival, in programma dal 16 al 20 febbraio 2027. È il primo grande nome del Sanremo targato De Martino, al debutto come conduttore e direttore artistico dopo il passaggio di consegne con Carlo Conti. Ma dietro il titolo che ha fatto il giro delle redazioni, la parola più importante è anche la meno appariscente: ospiti.
METEO, LA SETTIMANA CHE CI ASPETTA: DUE GIORNI DI TEMPORALI, POI TORNA L'ESTATE Oggi finisce l'estate meteorologica, ma il termometro non è d'accordo. La prima settimana di settembre si apre stabile, passa per una rapida fase di temporali tra Nord e Centro e si chiude con l'anticiclone di nuovo padrone del Mediterraneo. Al Sud il caldo, semplicemente, non se ne va.
DRONI, SABOTAGGI E OMICIDI MIRATI: L'ESTATE DEGLI ATTACCHI IBRIDI CHE L'EUROPA HA SCELTO DI INCASSARE Solo ad agosto: un drone con esplosivo a un passo dal disastro aereo a Lipsia, un deposito di armi collegato a omicidi su suolo tedesco, un drone marittimo abbattuto nel Mar Nero, un tentato omicidio sventato in Polonia. Le intelligence occidentali puntano il dito quasi sempre su Mosca. La risposta europea, finora, è una sola: difendersi, minimizzare e non cedere sul sostegno all'Ucraina. Ma l'intelligence americana ha cambiato valutazione, e il capo della CIA è volato a Mosca.
NAUFRAGIO A CIPRO NORD: IL TRAGHETTO SI CAPOVOLGE CON 267 PERSONE A BORDO Il catamarano Filo Jet, partito da Kyrenia e diretto sulla costa turca, ha imbarcato acqua e si è rovesciato a poche miglia dal porto. Il bilancio, ancora provvisorio, parla di almeno 7 morti e una ventina di dispersi, con oltre 230 persone tratte in salvo. Le cause sono da accertare, e su alcuni punti le versioni non coincidono.
ONORI DI STATO PER MLADIĆ: LA SCELTA DELLA SERBIA CHE DIVIDE I BALCANI E L'EUROPA Ratko Mladić è morto giovedì a ottantaquattro anni nell'ospedale del carcere dell'Aia, dove scontava l'ergastolo per il genocidio di Srebrenica. Ventiquattro ore dopo, Belgrado ha annunciato che lo seppellirà con tutti gli onori militari e di Stato. Una decisione che riapre la ferita più profonda d'Europa e mette la Serbia in rotta di collisione con Bruxelles.
Ranucci fuori da Report: cosa dicono le carte, cosa resta aperto La Rai ha tolto la conduzione a Sigfrido Ranucci dieci mesi dopo l'attentato sotto la sua abitazione. Per capire il peso della decisione bisogna tenere insieme due storie che corrono parallele: quella giudiziaria e quella aziendale. Ecco tutti i fatti verificati, in ordine.
Fisco, la tregua è finita: dal 5 settembre ripartono i termini su circa due milioni di atti congelati Per tutto agosto le caselle Pec e le cassette della posta degli italiani sono rimaste insolitamente silenziose, almeno sul fronte fiscale. Non si è trattato di un rallentamento burocratico ma di una pausa prevista dalla legge: la cosiddetta tregua fiscale estiva, che ha sospeso l'invio di cartelle esattoriali, avvisi bonari e lettere di compliance da parte dell'Agenzia delle Entrate e dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione. Secondo le stime circolate ad inizio agosto, sarebbero circa due milioni gli atti rimasti congelati durante il mese. Con settembre il paracadute si chiude: dal 1° riparte l'invio massivo delle comunicazioni, e dal 5 tornano a correre i termini di pagamento sospesi, esattamente dal punto in cui si erano fermati. Capire come funziona questo meccanismo, e chi è più esposto alla ripartenza, può fare la differenza tra una regolarizzazione a sanzioni ridotte e l'avvio della riscossione forzata.
Nepal, il crollo del ghiacciaio e la corsa contro il tempo: oltre 2.300 dispersi mentre i soccorsi si fermano Quella che mercoledì mattina sembrava una piena improvvisa come tante, nell'Himalaya che ogni estate convive con i monsoni, si sta rivelando una delle più gravi catastrofi naturali degli ultimi anni nella regione. Secondo i dati diffusi dalla polizia nepalese e ripresi dalle principali agenzie internazionali, il bilancio delle vittime sarebbe salito a 475 morti, mentre le persone di cui non si hanno notizie supererebbero le 2.300, tra cui 644 cittadini stranieri e almeno tre italiani. Numeri che, va sottolineato, restano provvisori e in continuo aggiornamento, e che i due Paesi coinvolti, Nepal e Cina, non conteggiano con criteri omogenei: le rispettive liste di dispersi non possono quindi essere semplicemente sommate senza margini di errore.
Nepal, perché chiamarlo "il Vajont dell'Himalaya" è un errore: anatomia di un GLOF Il bilancio è ancora provvisorio e continua ad aggravarsi di ora in ora. Secondo gli ultimi aggiornamenti della polizia nepalese ripresi dal Kathmandu Post, le vittime accertate della piena che ha devastato la valle del Bhotekoshi avrebbero superato quota 350, mentre il conteggio complessivo dei dispersi — sommando i registri nepalesi e quelli cinesi — oscillerebbe tra le 1.300 e le 1.400 persone, tra cui oltre 500 turisti stranieri e, secondo la Farnesina, alcuni cittadini italiani ancora irrintracciabili. I soccorritori stanno scavando nel fango villaggio per villaggio, e le autorità avvertono che i numeri sono destinati a cambiare. In queste ore, sui social e su parte della stampa, la tragedia ha già trovato la sua etichetta: "il Vajont del Nepal". È una definizione potente, evocativa, immediata. Ed è, alla prova dei dati, sbagliata. Capire perché non è un esercizio di pignoleria: è il modo migliore per capire cosa è successo davvero sull'Himalaya — e cosa potrebbe succedere ancora nei prossimi giorni.
Alluvione tra Nepal e Tibet, la piena che ha cancellato i villaggi di Rasuwa: oltre 150 vittime e centinaia di dispersi Una manciata di secondi tra la vita e la morte. Le telecamere di sorveglianza del valico di Gyirong, al confine tra Tibet e Nepal, hanno ripreso mercoledì mattina una scena destinata a fare il giro del mondo: persone che camminano tranquille, poi una corsa improvvisa e generalizzata, infine una massa di terra, ghiaccio e acqua che travolge l'inquadratura. È l'inizio di uno dei più gravi disastri naturali che abbiano colpito l'area himalayana negli ultimi anni, un evento che nel giro di poche ore avrebbe trasformato il distretto nepalese di Rasuwa in un paesaggio di fango e detriti.
Il mito del 1976 e le altre «comode bugie»: il clima spiegato da Giulio Betti Il climatologo del Consorzio LaMMA e del CNR, autore di «Ha sempre fatto caldo!» (Aboca Edizioni, 2024), è l'ospite della terza puntata del nostro podcast. Dall'estate del Settantasei alla velocità del riscaldamento, dalla differenza tra meteo e clima al motivo per cui due gradi non sono un dettaglio: le frasi da bar sul clima, messe davanti a chi lo studia per mestiere.
Caccia in Toscana, femmine e cuccioli di capriolo nel mirino: la Regione va avanti contro il parere di ISPRA Sono nati in primavera e molti dipendono ancora dalle madri per imparare a trovare cibo e acqua. Dal 15 agosto, in Toscana, madri e cuccioli di capriolo possono essere legalmente abbattuti. Non è un'anomalia né una svista: è quanto prevede la delibera regionale numero 630 del 25 maggio 2026, che approva il piano di prelievo e il calendario venatorio del capriolo per la stagione 2026-2027 nei quattordici comprensori di gestione della regione. Intorno a quella scelta, e a una seconda delibera che riguarda l'ibis sacro, si è aperto uno scontro che oppone la Regione Toscana all'ente tecnico dello Stato e alle principali associazioni ambientaliste italiane.
Palermo, morta a quattro anni per sospetta difterite: i genitori indagati per omicidio colposo Una bambina di quattro anni è morta nella notte tra il 19 e il 20 agosto all'ospedale dei Bambini Di Cristina di Palermo. La causa, in attesa della conferma definitiva dell'Istituto superiore di sanità, sarebbe la difterite: una malattia che in Italia, secondo la ricostruzione del Post, non uccideva dal 1996 e per la quale la vaccinazione è obbligatoria dal 1939. La bambina non era vaccinata. La procura di Palermo ha iscritto i genitori nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio colposo per omissione: secondo gli inquirenti, avrebbero scelto di non vaccinare la figlia perché convinti che il vaccino potesse provocare l'autismo, una tesi screditata dalla comunità scientifica da decenni.
Scambio di embrioni: di chi è il figlio quando genetica e gravidanza si separano L'errore del 23 luglio al San Raffaele di Milano non ha prodotto una gravidanza. Ma ha riaperto una domanda a cui i tribunali di quattro paesi hanno già risposto — dando risposte incompatibili tra loro. E che in Italia una norma del codice civile chiude in automatico, senza guardare il caso concreto.
Calcio in tv, fino a novecentottantaquattro euro per una stagione: perché guardare Serie A e Champions non è mai stato così complicato Quasi mille euro per seguire la propria squadra dal divano. È la cifra che, secondo un'analisi di Facile.it sui prezzi della pay tv per la stagione 2026/2027, dovrebbe mettere in conto un tifoso italiano che scelga le formule mensili per guardare sia la Serie A sia la Champions League: fino a 984 euro complessivi. Chi opta per gli abbonamenti annuali riuscirebbe a contenere la spesa a 669 euro, con un risparmio potenziale di oltre 300 euro. La rilevazione, effettuata sui listini del 22 luglio, fotografa un mercato che si muove in due direzioni opposte: le tariffe mensili risultano in aumento del 9,5 per cento rispetto alla stagione precedente, mentre le formule annuali sarebbero diventate più convenienti, con un calo del 6 per cento.
Dublinanti, perché l'Europa vuole rimandare migranti in Italia: cosa dice davvero il nuovo Patto Ue Germania, Svizzera, Austria e, secondo quanto riportato da Repubblica, anche la Finlandia. Uno dopo l'altro, diversi Paesi europei hanno annunciato o avviato la ripresa dei trasferimenti verso l'Italia dei cosiddetti dublinanti, i richiedenti asilo per i quali il nostro Paese risulta competente in base alle regole europee. L'Austria ha già effettuato i primi quattro trasferimenti, mentre con Berlino è aperto un braccio di ferro interpretativo destinato a durare. Dietro i titoli, però, la vicenda è più articolata di come appare: riguarda un cambio di regole entrato in vigore a giugno, un blocco italiano che durava da quasi quattro anni e una distinzione decisiva tra i casi nuovi e quelli del passato. Proviamo a mettere ordine, numeri alla mano.
Crollo nella miniera d'oro di Zamboyé: almeno cento morti nella Repubblica Centrafricana. Cosa sappiamo Almeno cento persone sarebbero morte nel crollo di una miniera d'oro illegale a Zamboyé, nella parte occidentale della Repubblica Centrafricana, a pochi chilometri dal confine con il Camerun. Il bilancio, riferito da fonti locali all'agenzia France Presse, è ancora provvisorio: le operazioni di ricerca proseguono e il numero delle vittime potrebbe aggravarsi ulteriormente. Secondo alcuni media locali, i corpi recuperati sarebbero già oltre un centinaio. È una delle più gravi tragedie minerarie degli ultimi anni nella regione, e racconta molto più di un incidente: dietro il crollo di Zamboyé c'è un sistema di estrazione informale che coinvolge migliaia di persone, fuori da ogni controllo statale e da ogni misura di sicurezza.
Melanoma, il vaccino a mRna di Moderna e Merck supera la fase 3: cosa significa davvero Un vaccino contro il cancro che funziona non è più soltanto un'ipotesi di laboratorio. Il 19 agosto Moderna e Merck hanno annunciato che la loro terapia sperimentale a Rna messaggero contro il melanoma ha raggiunto gli obiettivi principali dello studio di fase 3, la tappa decisiva del percorso clinico di un farmaco. Secondo quanto comunicato dalle due aziende, si tratterebbe di un momento storico: mai prima d'ora una terapia oncologica basata sulla tecnologia mRna aveva superato questa soglia. I dati completi non sono ancora stati presentati alla comunità scientifica, e la prudenza resta d'obbligo, ma la portata potenziale dell'annuncio ha già mosso i mercati e acceso l'attenzione degli oncologi di tutto il mondo.
Femminicidio, che cosa cambia davvero con l'articolo 577-bis: la norma, i numeri, il dibattito Dal 17 dicembre 2025 l'uccisione di una donna per un movente di genere è un reato autonomo, punito con l'ergastolo. Per i promotori dare un nome al movente serve a riconoscerlo in tempo; per parte dei penalisti la norma presenta possibili profili di incostituzionalità. I dati del Viminale, le prime applicazioni e un caso di agosto che mostra i confini della legge.