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Tutti gli articoli di Iattualità nella categoria Geopolitica, verificati con i dati.
- Cinque anni di talebani: l'architettura di decreti che ha cancellato le donne afghane dalla vita pubblica
Il 15 agosto 2021 i talebani entravano a Kabul quasi senza combattere, mentre il presidente lasciava il Paese e l'aeroporto si riempiva di persone in fuga. Quelle immagini fecero il giro del mondo per giorni, poi sparirono dai notiziari. Cinque anni dopo, nella capitale afghana l'anniversario viene celebrato con bandiere bianche, adesivi con i volti dei leader e cartelloni che rivendicano la fine dell'occupazione. Ma il dato che meglio racconta questi cinque anni è un altro, ed è un numero: dei 264 decreti sui diritti emanati dal regime tra l'agosto 2021 e lo scorso giugno, censiti dal Georgetown Institute for Women, Peace and Security, 166 hanno preso di mira le donne. Non una somma casuale di divieti, ma un'architettura normativa costruita pezzo per pezzo, che i movimenti per i diritti e la diaspora afghana definiscono con un'espressione precisa: apartheid di genere.
- Migranti, dopo Madrid si apre il fronte tedesco: Berlino vuole riattivare i trasferimenti, Roma risponde con il conto delle navi ONG
Il governo Merz invoca il nuovo Patto europeo sull'asilo e annuncia la ripresa dei trasferimenti dei "dublinanti" verso l'Italia: il primo caso ha già una data, il 19 agosto. Il Viminale replica che il pregresso è stato azzerato da un'intesa bilaterale e che nei conti futuri andranno considerati i migranti sbarcati dalle navi delle ONG con bandiera tedesca — dieci delle diciannove attive nel Mediterraneo. Ma sul piano giuridico la partita è più complessa di come la raccontano entrambe le capitali. Ricostruiamo fatti, numeri e norme.
- Schengen sospeso, ultimatum di Madrid: perché Italia e Spagna sono arrivate allo scontro
Il governo spagnolo chiede a Roma di revocare entro domenica 9 agosto i controlli alle frontiere reintrodotti il 1° agosto dopo la crisi migratoria di Ceuta, e minaccia "misure proporzionali". Palazzo Chigi risponde che l'Italia "non accetta ultimatum" e conferma la misura almeno fino a Ferragosto. Ricostruiamo i fatti, le posizioni dei due governi e cosa prevede davvero il Codice frontiere Schengen
- Iran e Stati Uniti, l'annuncio di Trump e la smentita di Teheran: cosa sappiamo e cosa resta da verificare
Nella notte tra domenica e lunedì il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato di aver sospeso un attacco contro l'Iran che, secondo la sua stessa ricostruzione, sarebbe stato di proporzioni eccezionali. Nello stesso passaggio ha affermato che con Teheran esisterebbe già un'intesa sullo Stretto di Hormuz e che ne arriverebbe una anche sul dossier nucleare. Poche ore dopo, il ministero degli Esteri iraniano ha smentito l'esistenza di negoziati in corso con Washington. È la sequenza che si ripete da mesi in questa crisi: un annuncio da una parte, una smentita dall'altra, e un quadro che resta difficile da verificare in modo indipendente. Proviamo a ricostruirlo per punti, distinguendo ciò che è confermato da ciò che al momento resta attribuito a fonti diplomatiche non identificate.
- Ceuta, migliaia di arrivi e la mano del Marocco: perché la crisi migratoria è anche una partita geopolitica
In poche ore la città spagnola di Ceuta, sulla costa nordafricana, ha cambiato volto. Migliaia di persone — uomini, donne con bambini, moltissimi giovani e minorenni — hanno raggiunto l'enclave prima a nuoto, aggirando la scogliera del Tarajal, poi in massa attraverso il valico di frontiera terrestre. Il bilancio umano è pesante: la Guardia Civil ha recuperato almeno nove corpi di migranti annegati, e alcune fonti di polizia parlano di un numero più alto, mentre le operazioni di soccorso proseguono. Madrid ha annunciato l'invio dell'esercito, il premier Pedro Sánchez è atteso in città, e a Roma il governo italiano fa sapere di stare valutando la sospensione di Schengen con la Spagna. Dietro le immagini che rimbalzano sui social c'è però una vicenda più complessa di quella che si presta allo slogan, e per capirla serve mettere insieme i numeri, la geografia e la politica. Proviamo a farlo con i fatti, distinguendo ciò che è accertato da ciò che è ancora in evoluzione.
- Russia, successione a Putin e guerra dell'informazione: l'analista Bifolchi apre "Anatomia dei Fatti"
Con questa intervista inauguriamo "Anatomia dei Fatti", la nostra rubrica in cui esperti di ciascun settore ci aiutano a leggere l'attualità oltre i titoli. Il primo ospite è Giuliano Bifolchi, analista di intelligence e fondatore di SpecialEurasia, testata giornalistica e piattaforma di analisi geopolitica focalizzata su Caucaso, Asia centrale, Russia, Iran e Afghanistan. Con lui abbiamo ricostruito lo stato del conflitto ucraino dopo oltre quattro anni, la tenuta economica di Mosca, il nodo della successione al vertice russo, l'asse con l'Iran e, sul fronte più vicino a ciascuno di noi, come difendersi dalla disinformazione. Riportiamo i passaggi principali, con le sue parole dove il concetto lo richiede.
- Hamas scioglie il governo di Gaza dopo vent'anni. Ma i tecnocrati che dovrebbero sostituirlo sono bloccati al Cairo
Il 6 luglio il movimento islamista ha annunciato le dimissioni del comitato di emergenza e il passaggio dei poteri al Comitato Nazionale per l'Amministrazione di Gaza. Israele parla di "spin mediatico". E i nodi veri — disarmo e ritiro — restano tutti sul tavolo.
- Medio Oriente, la guerra arriva sul mare: il blocco Houthi all'Arabia Saudita e la Giordania trascinata nel conflitto
Nella giornata di lunedì 20 luglio gli Houthi dello Yemen hanno annunciato un embargo marittimo contro l'Arabia Saudita, con effetto immediato. Il portavoce militare Yahya Saree lo ha presentato, in un videomessaggio, come una risposta basata sul principio dell'occhio per occhio: secondo il gruppo filo-iraniano, la misura replica al blocco che Riad imporrebbe da anni a porti e aeroporti yemeniti e all'attacco della settimana scorsa contro l'aeroporto internazionale di Sanaa. Il comunicato non chiarisce le modalità operative dell'embargo e, al momento in cui scriviamo, non risulta una risposta ufficiale saudita. È l'ultimo tassello di una settimana che ha riportato il Medio Oriente nella fase più pericolosa dalla ripresa della guerra tra Stati Uniti e Iran: missili iraniani sulle basi americane in Giordania, con i primi caduti statunitensi da marzo, raid di rappresaglia di Washington, attacchi su Kuwait e Bahrein e un mercato petrolifero sotto pressione crescente.
- Mamdani valuta l'arresto di Netanyahu all'Assemblea ONU: annuncio concreto o propaganda politica?
Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha dichiarato che la sua amministrazione sta valutando se esistano i presupposti legali per arrestare il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, qualora quest'ultimo si rechi in città a settembre per l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. La dichiarazione, rilasciata in un'intervista al New York Times, ha immediatamente riacceso lo scontro politico e giuridico attorno al mandato di arresto emesso dalla Corte Penale Internazionale nei confronti del premier israeliano. Ma tra l'annuncio e la sua concreta realizzazione ci sono ostacoli giuridici enormi, che lo stesso sindaco riconosce. E questo sposta la domanda su un altro piano: quanto c'è di sostanza e quanto di messaggio politico?
- Perché Zelensky ha cambiato di nuovo il governo: il caso Fedorov e le proteste in Ucraina
Da giovedì 16 luglio l'Ucraina ha un nuovo governo, risultato del secondo rimpasto profondo voluto dal presidente Volodymyr Zelensky in meno di un anno. Il parlamento di Kiev ha approvato la nomina a primo ministro di Sergii Koretsky, 48 anni, fino a pochi giorni fa amministratore delegato del colosso energetico statale Naftogaz, che prende il posto di Yulia Svyrydenko dopo circa un anno di incarico. Si tratta del terzo capo del governo dall'inizio dell'invasione russa su vasta scala nel febbraio 2022. Insieme alla premier sono stati sostituiti diversi ministri, ma il cambio che ha fatto più discutere è un altro: l'uscita del ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, 35 anni, considerato uno dei funzionari più efficaci e popolari del paese. La sua rimozione ha innescato proteste di piazza in diverse città ucraine, un fatto molto raro per un paese in guerra e sotto legge marziale.
- Freyja, lo scudo d'Europa nasce in nove: le esercitazioni di Macron, l'ira di Mosca e il dettaglio dei due scudi
A Parigi dieci firme per la coalizione anti-balistica Freyja, con l'Italia. Macron annuncia esercitazioni ai confini ucraini, il Cremlino attacca. Ma uno scudo europeo c'era già: doppione o svolta?
- Hormuz, ormai ci vogliono guadagnare tutti: dentro l'economia della tensione (e chi paga il conto)
Il pedaggio del 20% annunciato da Trump è solo l'ultimo capitolo: assicuratori, armatori, trader e Stati hanno trasformato lo Stretto in un business. E il conto arriva sempre allo stesso indirizzo.
- Trump contro tutti al vertice NATO di Ankara: "Spagna terribile, Italia pessima". Poi l'elogio a Xi. Ma a porte chiuse rassicura: gli USA restano
Al summit di Ankara il presidente americano attacca gli alleati davanti alle telecamere: minaccia di tagliare ogni rapporto commerciale con Madrid, accusa Roma sull'uso delle basi, rilancia sulla Groenlandia e dichiara finita la tregua con l'Iran. Gli unici elogi vanno a Erdogan e a Xi Jinping. Ma secondo Guardian e Reuters, nella sessione riservata avrebbe rassicurato i partner: Washington resta nell'Alleanza.
- Ankara blindata: il vertice NATO sulla sicurezza si apre tra centinaia di arresti
Il 7 e 8 luglio i leader dei 32 Paesi dell'Alleanza si riuniscono nella capitale turca per il primo "tagliando" degli impegni presi all'Aja: spesa al 5% del PIL, 70 miliardi all'Ucraina, industria della difesa. Fuori dal palazzo, però, la Turchia vive una delle ondate di fermi più estese degli ultimi anni: giornalisti, avvocati, sindacalisti, ambientalisti, perfino un comico. Il governo parla di sicurezza, l'opposizione di repressione mirata. Ecco cosa sappiamo, fonte per fonte.
- Il grande riarmo tedesco: cosa sta decidendo Berlino e perché riguarda tutti noi.
In una sola settimana la Germania ha approvato il bilancio per la difesa più alto della sua storia recente — quasi 110 miliardi di euro per il 2027 — ha reso obbligatorie le esercitazioni per i riservisti e si è presentata al vertice NATO di Ankara con l'obiettivo dichiarato di costruire il più potente esercito convenzionale d'Europa. Un editoriale sui numeri, sulle ragioni, sulle paure. E sulle domande che nessuno in Europa, Italia compresa, può più rimandare.