Iattualità · Geopolitica · di Andrè Renzuto Iodice ·
Schengen sospeso, ultimatum di Madrid: perché Italia e Spagna sono arrivate allo scontro
Il governo spagnolo chiede a Roma di revocare entro domenica 9 agosto i controlli alle frontiere reintrodotti il 1° agosto dopo la crisi migratoria di Ceuta, e minaccia "misure proporzionali". Palazzo Chigi risponde che l'Italia "non accetta ultimatum" e conferma la misura almeno fino a Ferragosto. Ricostruiamo i fatti, le posizioni dei due governi e cosa prevede davvero il Codice frontiere Schengen
È lo scontro diplomatico più duro degli ultimi anni tra due Paesi fondatori del progetto europeo. Giovedì 7 agosto, al termine di una videoconferenza presieduta dal premier Pedro Sánchez con i ministri competenti, il governo spagnolo ha diffuso una nota ufficiale in cui chiede all'Italia di revocare entro domenica 9 agosto i controlli alle frontiere marittime e aeree introdotti il 1° agosto. In caso contrario, avverte Madrid, la Spagna adotterà "misure proporzionali" per tutelare "gli interessi e la dignità" dei propri cittadini. La risposta di Palazzo Chigi è arrivata nel pomeriggio, ed è altrettanto netta: "L'Italia non accetta ultimatum o imposizioni dall'estero" in materia di sicurezza nazionale e controllo delle frontiere.
Per capire come si è arrivati a questo punto bisogna fare un passo indietro di una settimana:
Cosa è successo a Ceuta
Giovedì 30 luglio decine di migliaia di persone hanno attraversato il confine tra il Marocco e Ceuta, exclave spagnola sulla costa nordafricana, in gran parte via mare. I numeri divergono a seconda delle fonti: le ricostruzioni di stampa parlano di circa 50-60mila ingressi nella sola giornata di giovedì, mentre la nota del governo spagnolo fa riferimento a circa 72mila ingressi irregolari nell'arco della settimana. Secondo le stesse ricostruzioni, decine di persone avrebbero perso la vita nel tentativo di traversata; tra le vittime viene segnalato anche un uomo precipitato mentre tentava di raggiungere l'exclave in parapendio. Sul fronte dei minori, la ministra spagnola della Gioventù e dell'Infanzia Sira Rego ha indicato in almeno 1.342 i minori già registrati nel sistema di accoglienza di Ceuta, in attesa di identificazione. Un ruolo rilevante nell'organizzazione degli attraversamenti sarebbe stato giocato, secondo le autorità spagnole, da appelli circolati su gruppi social marocchini seguiti da centinaia di migliaia di persone. Madrid sostiene che la quasi totalità delle persone entrate sia già rientrata in Marocco.
La decisione italiana
Il 1° agosto il Viminale ha disposto il ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere marittime e aeree con la Spagna, al termine di una riunione del Comitato Analisi sull'Immigrazione e Sicurezza delle Frontiere presieduta dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. In concreto, negli aeroporti e nei porti sono riprese le verifiche di polizia su documenti d'identità e passaporti per chi arriva dalla Spagna. I controlli, a campione, sono mirati principalmente ai cittadini di Paesi terzi, con l'obiettivo dichiarato di verificare la regolarità dell'ingresso in Italia: per i cittadini italiani, spagnoli e degli altri Paesi UE non cambia nulla sul piano degli adempimenti, se non la possibilità di essere sottoposti a verifica documentale. Secondo quanto ricostruito dalla stampa, la misura avrebbe una durata iniziale di un mese. Piantedosi ha però chiarito che i controlli resteranno in vigore almeno fino a Ferragosto, perché per il 15 agosto è attesa a Ceuta una possibile nuova ondata migratoria. Sul fronte terrestre, dopo un confronto telefonico tra Piantedosi e l'omologo francese Laurent Nuñez, Italia e Francia hanno concordato un rafforzamento dei controlli lungo il confine tra i due Paesi, nell'ambito di accordi di cooperazione di polizia già esistenti.
La posizione di Madrid
La nota diffusa giovedì dal governo Sánchez è durissima. La decisione italiana viene definita "ingiusta, contraria agli interessi dell'Ue e discriminatoria nei confronti della popolazione spagnola", oltre che adottata "senza preavviso, unilateralmente e con argomenti spuri" ritenuti non conformi né al Codice frontiere Schengen né alla realtà dei fatti. Per Madrid la misura, "senza precedenti nella storia recente", ha inciso sulla mobilità di migliaia di passeggeri e generato incertezza giuridica nel pieno della stagione estiva. Il cuore dell'argomentazione spagnola è giuridico: Ceuta gode dal 1991 di un regime speciale rispetto allo spazio Schengen, per cui non è possibile lasciare la città senza sottoporsi a controlli di frontiera. Nessuna delle persone entrate irregolarmente, sostiene Madrid, "poteva o può entrare liberamente nello spazio Schengen". La nota cita inoltre i dati Frontex, secondo cui l'Italia risulterebbe negli ultimi anni lo Stato membro con il maggior numero di attraversamenti irregolari, con cifre arrivate a doppiare quelle spagnole. Ai toni della nota si sommano le dichiarazioni dei giorni precedenti. Lunedì il ministro degli Esteri José Manuel Albares aveva accusato l'Italia di "non essere stato all'altezza" della situazione, richiamando le crisi ripetute di Lampedusa. E lo stesso Sánchez aveva commentato: "Solidarietà ed empatia sono opzionali, il rispetto per i Trattati Ue no". Quali sarebbero le "misure proporzionali" minacciate da Madrid, al momento, non è stato precisato.
La replica di Roma
Palazzo Chigi, in una nota rilanciata anche sui social dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, esclude qualsiasi passo indietro: la sospensione dell'applicazione di Schengen per i cittadini di Paesi terzi provenienti dalla Spagna non verrà rivista "almeno fino al 15 agosto", e comunque finché non saranno esclusi del tutto "rischi di sicurezza e di terrorismo" per l'Italia. Il governo precisa che la decisione non nasce da alcun pregiudizio verso "un Paese amico" come la Spagna, e richiama i precedenti: misure analoghe adottate dall'Italia verso la Slovenia e, in passato, da altri governi europei nei confronti della stessa Italia e della Spagna. Roma si dice pronta a un confronto costruttivo con Madrid una volta rientrata l'allerta. Un punto merita una verifica. Palazzo Chigi motiva la scadenza del 15 agosto con una nuova ondata "annunciata dalle stesse autorità spagnole". In realtà, secondo quanto ricostruito da Il Post, non risulta un annuncio formale in tal senso: si tratterebbe di valutazioni della Guardia Civil, basate su appelli a ripetere l'attraversamento di massa a Ferragosto circolati su gruppi social marocchini. Lo stesso Piantedosi ha riferito che l'intelligence spagnola riterrebbe quegli appelli "abbastanza fondati".
Cosa prevede il Codice frontiere Schengen
Il Codice frontiere Schengen (regolamento UE 2016/399, riformato nel 2024) consente agli Stati membri di reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere interne, ma solo come misura eccezionale e di ultima istanza, in presenza di una minaccia grave per l'ordine pubblico o la sicurezza interna. La misura deve essere proporzionata, limitata nel tempo e notificata alla Commissione europea e agli altri Stati membri. Non si tratta di uno strumento inedito: negli ultimi anni diversi Paesi vi hanno fatto ricorso, dalla Francia dopo gli attentati del 2015 alla Germania, che nel 2024 ha esteso i controlli a tutti i propri confini terrestri, fino alla stessa Italia, che dall'ottobre 2023 li applica al confine con la Slovenia. Il nodo della disputa attuale è se i presupposti siano effettivamente soddisfatti: Madrid lo contesta, Roma rivendica la piena legittimità della misura. In ultima istanza, la valutazione di conformità spetta alla Commissione europea e, in caso di contenzioso, alla Corte di giustizia dell'Unione.
L'Europa si schiera
La tensione era già esplosa all'inizio della settimana, nella videoconferenza straordinaria dei ministri dell'Interno dei Ventisette durata oltre tre ore. Secondo quanto riportato dall'ANSA, dal vertice sono emersi alcuni punti fermi: la gestione spagnola della crisi è stata giudicata rapida ed efficace; quanto accaduto a Ceuta non è riconducibile ai normali flussi migratori e richiede un potenziamento delle frontiere esterne e dei rimpatri; e soprattutto, come ha scandito il ministro dell'Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska, "Schengen non è mai stata a rischio". Lo stesso Grande-Marlaska ha definito la decisione italiana "completamente inutile e sproporzionata", mentre la Francia ha espresso solidarietà alla Spagna, ricordando che Schengen non si applica a Ceuta. Sul fronte interno, il governo italiano ha intanto annunciato, per voce del ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, l'assunzione straordinaria di 500 poliziotti a partire da dicembre 2026, destinati a potenziare i servizi di controllo alle frontiere.
Cosa c'è in gioco
Al di là del braccio di ferro politico, i numeri raccontano l'entità della posta. Secondo i dati della Camera di Commercio italiana per la Spagna, nel 2025 l'interscambio bilaterale ha superato i 70 miliardi di euro, un nuovo record; per la Farnesina, la Spagna è il quarto partner commerciale dell'Italia a livello globale e il terzo nell'Unione europea. A questo si aggiunge il fattore stagionale: siamo nel picco dei flussi turistici estivi tra i due Paesi, con migliaia di passeggeri interessati dalle verifiche secondo Madrid, mentre alcune sigle sindacali di polizia hanno espresso preoccupazione per possibili rallentamenti negli aeroporti nel mese di agosto.
Gli scenari
Tre date scandiranno le prossime due settimane. Domenica 9 agosto scade l'ultimatum spagnolo: se Roma non revocherà i controlli, Madrid dovrà decidere se e quali contromisure adottare, e con quale intensità. Il 15 agosto è la data indicata come possibile nuovo tentativo di attraversamento di massa a Ceuta: se Ferragosto dovesse passare senza incidenti, verrebbe meno la principale motivazione addotta da Roma per il mantenimento della misura. Infine, la scadenza naturale del provvedimento a fine mese. Nel mezzo resta lo spazio, tutto da costruire, per una mediazione di Bruxelles. Perché al netto delle distanze politiche tra i due governi, Italia e Spagna restano due economie profondamente integrate, due pilastri dell'Europa mediterranea e due Paesi attraversati ogni giorno da milioni di persone, merci e capitali. La partita che si gioca in queste ore non riguarda solo Roma e Madrid: è un test sulla tenuta di Schengen, una delle conquiste più concrete dell'integrazione europea.
Fonti:
- ANSA
- Open
- Il Post
- Adnkronos
- TGCom24
- Il Messaggero
- Eunews
- Today
- Il Foglio
- infoMercatiEsteri (MAECI)
- Camera di Commercio italiana per la Spagna