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Perché Zelensky ha cambiato di nuovo il governo: il caso Fedorov e le proteste in Ucraina

Da giovedì 16 luglio l'Ucraina ha un nuovo governo, risultato del secondo rimpasto profondo voluto dal presidente Volodymyr Zelensky in meno di un anno. Il parlamento di Kiev ha approvato la nomina a primo ministro di Sergii Koretsky, 48 anni, fino a pochi giorni fa amministratore delegato del colosso energetico statale Naftogaz, che prende il posto di Yulia Svyrydenko dopo circa un anno di incarico. Si tratta del terzo capo del governo dall'inizio dell'invasione russa su vasta scala nel febbraio 2022. Insieme alla premier sono stati sostituiti diversi ministri, ma il cambio che ha fatto più discutere è un altro: l'uscita del ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, 35 anni, considerato uno dei funzionari più efficaci e popolari del paese. La sua rimozione ha innescato proteste di piazza in diverse città ucraine, un fatto molto raro per un paese in guerra e sotto legge marziale.

Perché Zelensky ha cambiato di nuovo il governo: il caso Fedorov e le proteste in Ucraina

Cosa è successo

Zelensky aveva annunciato l'intenzione di rinnovare l'esecutivo il 12 luglio, spiegando che il governo aveva bisogno di un «reset». Martedì 14 luglio il parlamento ha votato la rimozione di Svyrydenko, facendo decadere automaticamente l'intero Consiglio dei ministri; giovedì 16 ha approvato la nomina di Koretsky e di quasi tutta la nuova squadra di governo. Il partito del presidente, Servitore del Popolo, ha la maggioranza e i voti sono passati senza particolari ostacoli. Diversi media ucraini hanno però osservato che il rimpasto è stato deciso e guidato in prima persona da Zelensky, con il parlamento ridotto di fatto a un ruolo di ratifica, nonostante la Costituzione ucraina assegni all'assemblea un peso maggiore nella formazione dei governi.

Koretsky guidava Naftogaz dal maggio 2025 e in quel ruolo ha gestito il sistema energetico nazionale sotto i continui attacchi russi alle infrastrutture. Presentandolo, Zelensky lo ha definito «probabilmente la persona più preparata per la carica di primo ministro». La scelta è coerente con le priorità dichiarate dal presidente: garantire elettricità e riscaldamento alla popolazione nel prossimo inverno, quando sono attesi nuovi bombardamenti sulla rete energetica, e accelerare il percorso di adesione all'Unione Europea. In quest'ottica va letta anche la nomina di Vsevolod Chentsov, capo della missione ucraina presso l'UE dal 2021, a vicepremier per l'integrazione europea.


Il caso Fedorov

Fedorov era ministro della Difesa da poco più di sei mesi. In questo periodo ha impresso una svolta tecnologica alla condotta della guerra, puntando su droni, robot e automazione dei combattimenti, con attacchi in profondità nel territorio russo. Secondo diversi osservatori, parlamentari e attivisti ucraini era tra i funzionari più efficaci del governo, e i risultati sul campo degli ultimi mesi vengono in parte attribuiti proprio al suo approccio. La sua rimozione, formalizzata mercoledì 15 luglio, è arrivata a poche ore dalla firma di accordi con l'Unione Europea per potenziare la produzione di droni.

La motivazione ufficiale fornita da Zelensky riguarda i forti contrasti tra Fedorov e il comandante in capo delle forze armate, Oleksandr Syrskyi, 60 anni, portatore di una visione più tradizionale della guerra e da tempo ostile alle innovazioni introdotte dal ministro. La Difesa è stata affidata ad interim al generale Yevhenii Khmara, capo dei servizi segreti SBU, mentre secondo diversi media internazionali il ministro dell'Interno Ihor Klymenko sarebbe tra i candidati per l'incarico definitivo; la nomina non è ancora stata formalizzata.

Giovedì e venerdì migliaia di persone sono scese in piazza a Kiev e in altre città per chiedere il reintegro di Fedorov. Zelensky ha commentato dicendo che è giusto che gli ucraini possano manifestare pacificamente anche in tempo di guerra. Fedorov, dal canto suo, ha fatto sapere di aver rifiutato l'offerta di diventare consigliere del presidente. Dall'estero sono arrivati segnali di apprezzamento per il suo lavoro: il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha espresso rammarico per la sua uscita, elogiando la collaborazione avuta con lui.


Le letture critiche

Zelensky non ha fornito una spiegazione completa per un rinnovamento così profondo, e questo ha alimentato interpretazioni politiche e personali. In un editoriale molto duro, il quotidiano Kyiv Independent ha sostenuto che la rimozione rientrerebbe nella tendenza del presidente a «destituire importanti funzionari e comandanti che diventano troppo popolari», in vista di ipotetiche elezioni future. Lo stesso giornale ha osservato che in passato funzionari accusati di corruzione o cattiva gestione avrebbero goduto di maggiore pazienza, purché non minacciassero il consenso presidenziale. Si tratta di valutazioni e ipotesi, non di fatti accertati, ma condivise da una parte consistente della stampa ucraina.

Il politologo Oleksiy Haran, intervistato dall'emittente tedesca DW, ha dato una lettura simile: secondo lui Zelensky «voleva dimostrare ancora una volta chi è al comando», in una fase in cui la sua presa sul parlamento appare meno solida. Va ricordato il contesto: con la legge marziale in vigore le elezioni sono sospese, e i rimpasti restano di fatto l'unico strumento di rinnovamento politico a disposizione del presidente.

Il nodo Yermak e il futuro di Svyrydenko

Una delle ipotesi più accreditate lega il rimpasto alle dimissioni di Andriy Yermak, il potente capo di gabinetto di Zelensky, travolto a fine novembre 2025 da un grave caso di corruzione. Yermak guidava di fatto gran parte dell'azione di governo e Svyrydenko era considerata una sua alleata, se non un'esecutrice delle sue indicazioni. Venuto meno Yermak, il presidente avrebbe sentito il bisogno di una figura più autonoma e solida alla guida dell'esecutivo.

Per Svyrydenko, peraltro, potrebbe aprirsi un incarico di primo piano: l'ambasciata negli Stati Uniti. L'attuale ambasciatrice Olha Stefanishyna, in carica da meno di un anno, potrebbe lasciare il posto per via di un'inchiesta delle autorità anticorruzione legata alle sue attività precedenti al trasferimento a Washington. Svyrydenko ha ottimi rapporti con l'amministrazione Trump, con cui ha negoziato l'accordo sui minerali critici firmato nel maggio 2025. Secondo quanto ricostruito dalla stampa, Zelensky le avrebbe già offerto l'incarico, ma la risposta non è ancora arrivata.


Cosa succede ora

Il nuovo governo parte con un mandato chiaro sulla carta: mettere in sicurezza il sistema energetico prima dell'inverno, attuare più rapidamente gli accordi con i partner internazionali e sbloccare le leggi necessarie al percorso europeo, la cui mancata approvazione aveva più volte irritato il presidente. Restano però due incognite. La prima è la casella della Difesa, ancora senza un titolare definitivo in piena guerra. La seconda è politica: le proteste per Fedorov rappresentano un test inedito per l'autorità di Zelensky, e il modo in cui verranno gestite dirà molto sulla tenuta del consenso interno. È il quarto rimpasto significativo dall'inizio dell'invasione, il secondo in dodici mesi dopo quello del luglio 2025, allora legato anche a casi di corruzione e a una situazione militare ed economica più difficile di quella attuale. Se questa volta il ricambio rafforzerà l'esecutivo o aprirà una nuova fase di tensioni interne, lo diranno le prossime settimane.



Fonti:

  • Il Post (17/07/2026)
  • Kyiv Post (15/07/2026)
  • France 24 (16/07/2026)
  • Euronews (16/07/2026)
  • NPR (16/07/2026)
  • CBS News (16/07/2026)
  • dpa (16/07/2026)
  • Kyiv Independent (editoriale, 16/07/2026)
  • DW (intervista a Oleksiy Haran, 16/07/2026)

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