Iattualità · Salute · di Andrè Renzuto Iodice ·
Medici, un miliardo in due anni per i gettonisti mentre cinque camici al giorno lasciano l'Italia
Il tetto tariffario fissato dal Ministero della Salute non ha fermato la spesa: per l'Anac i medici a gettone sono ormai una componente strutturale del Servizio sanitario nazionale. Intanto i posti a Medicina salgono a 27.001, ma tra laurea e specializzazione servono in media undici anni.
Pronto soccorso in affanno, liste d'attesa che si allungano: la diagnosi che si sente ovunque è "mancano i medici". I dati raccontano una versione più precisa del problema: i medici esistono, ma non restano. Secondo la relazione presentata al 26° congresso nazionale Anaao Assomed, nel giugno 2026, circa 1.800 medici l'anno lasciano l'Italia e oltre 3.600 escono dal servizio pubblico prima della pensione: tra cinque e dieci camici al giorno. Le destinazioni preferite restano Germania e Regno Unito, dove le retribuzioni arrivano quasi al doppio dei circa 56mila euro medi italiani. Il pubblico, rimasto scoperto, compra sul mercato quello che non riesce a trattenere. È il fenomeno dei medici a gettone, professionisti forniti da agenzie e cooperative e pagati a turno. Dal dicembre 2024 il Ministero della Salute ha fissato un tetto alle tariffe: 85 euro lordi l'ora in pronto soccorso e rianimazione, 75 negli altri servizi, con obbligo di assicurazione personale e un massimo di 48 ore settimanali. Il risultato, nei reparti, è una convivenza singolare: stesso turno, stesso lavoro, due contratti diversi.
Il tetto però non ha fermato la spesa.
Il rapporto Anac di giugno 2026 sulla domanda di servizi di fornitura di personale medico e infermieristico certifica 1 miliardo e 64 milioni di euro impegnati nel biennio 2024-2025, con il solo 2025 sopra i 568 milioni: un aumento del 15 per cento sull'anno precedente. La conclusione dell'Autorità è netta: i gettonisti non sono più un'emergenza, sono una componente strutturale del Servizio sanitario nazionale. Sul fronte della formazione, intanto, i rubinetti si aprono. Per l'anno accademico 2026/27 i posti a Medicina salgono a 27.001, circa tremila in più rispetto all'anno precedente (DM 941/2026 del MUR), con oltre 52.300 iscritti al semestre aperto. Ma tra laurea e specializzazione servono in media undici anni, e lo Stato spende oltre 150mila euro per ogni medico che forma: un investimento che si disperde ogni volta che un professionista attraversa il confine.
Sulle prospettive, le letture in campo sono due.
Chi governa considera l'aumento dei posti la risposta strutturale che mancava da decenni. I sindacati medici replicano che, senza contratti competitivi con il resto d'Europa, si formano professionisti destinati comunque ad andarsene. Riportiamo entrambe le posizioni: il giudizio spetta a chi legge. La domanda con cui misurare ogni intervento, però, resta la stessa: a cosa serve aprire i rubinetti, se la vasca è bucata?
FONTI:
- Anac, Rapporto sulla domanda di servizi di fornitura di personale medico e infermieristico, giugno 2026; Anaao Assomed, 26° congresso nazionale, giugno 2026;
- Ministero della Salute, linee guida sui medici a gettone pubblicate in Gazzetta Ufficiale; MUR, DM 941/2026;
- Fnomceo.