Iattualità · Attualità · di ·

Terremoto in Colombia, il bilancio si aggrava: oltre duecento vittime, migliaia di dispersi e ospedali al collasso.

A poco più di ventiquattro ore dalla scossa, il quadro del terremoto che ha colpito la Colombia occidentale continua a peggiorare. Il sisma, di magnitudo 7.4 secondo le rilevazioni dello United States Geological Survey e del Servizio Geologico Colombiano, è stato registrato lunedì 10 agosto alle 7:34 ora locale, le 13:34 in Italia, con epicentro nell'area di San José del Palmar, nel dipartimento di Chocó, a circa 280 chilometri a ovest di Bogotá. La profondità indicata dal Servizio Geologico Colombiano è di circa 96 chilometri. È la scossa più forte registrata nel Paese nella storia recente ed è stata avvertita in gran parte del territorio nazionale, oltre che in Ecuador e a Panama. La minaccia tsunami per la costa pacifica colombiana è stata esclusa fin dalle prime ore.

Terremoto in Colombia, il bilancio si aggrava: oltre duecento vittime, migliaia di dispersi e ospedali al collasso.

I dati sulle vittime restano provvisori e in aggiornamento continuo. 

Il primo bilancio ufficiale diffuso lunedì parlava di poche unità, poi rapidamente superato: nella serata italiana di lunedì le autorità riferivano di almeno 132 morti e circa 570 feriti, secondo il conteggio dell'associazione delle città capoluogo Asocapitales. Nella giornata di martedì le stime sono salite ulteriormente: secondo gli ultimi dati delle autorità colombiane le vittime accertate sarebbero almeno 224, mentre gli aggiornamenti serali riportati da diverse testate parlano di circa 240 morti. I feriti accertati sono oltre 600, con conteggi che si avvicinano agli 800. Il numero dei dispersi è il dato più incerto e più drammatico: le segnalazioni raccolte sono passate da oltre 2.700 a circa 3.600 negli aggiornamenti più recenti. Molte provengono da siti web gestiti direttamente dai cittadini, dove le famiglie stanno pubblicando informazioni sui propri cari scomparsi, e non sono ancora state consolidate dalle autorità: è quindi possibile che il numero contenga duplicazioni o persone poi ritrovate, così come è possibile che parte dei dispersi si trovi ancora sotto le macerie.


Le città in allerta rossa

La città più colpita risulta Pereira, capoluogo del dipartimento di Risaralda, dove si concentra la quota più alta delle vittime accertate, una sessantina secondo i conteggi diffusi. Cinque capoluoghi dipartimentali su trentadue restano in allerta rossa: Pereira, Cali, Quibdó, Manizales e Armenia. A Pereira sedici persone sono rimaste bloccate nelle cabine dell'impianto di funivia al momento della scossa e sono state evacuate dopo circa sei ore; il servizio, mezzo di trasporto pubblico molto diffuso in Colombia per collegare le zone montuose ai centri urbani, resterà sospeso fino al completamento delle verifiche di sicurezza. Analoghe operazioni di evacuazione sono state necessarie a Manizales, dove è crollata anche una delle torri della Cattedrale Basilica Metropolitana, che si sarebbe abbattuta sulla navata.


Ospedali al collasso a Cali

Lo scenario più critico riguarda le strutture sanitarie. All'Ospedale Universitario del Valle di Cali, principale centro pubblico del sud-ovest colombiano, è crollata parte dell'edificio: secondo quanto riferito dal direttore della struttura, Irne Torres Castro, sarebbero ceduti tre piani del blocco 2, che ospitavano pediatria, medicina interna e parte di neonatologia. Oltre 600 pazienti sono stati evacuati nei giardini dell'ospedale e sette persone sono state estratte vive dalle macerie. Gli ospedali di Cali hanno dichiarato l'allerta rossa dopo aver raggiunto il cento per cento della capacità e la struttura ha chiesto di non ricevere altri feriti, mentre da una clinica privata della città un chirurgo ha lanciato un appello sui social chiedendo l'arrivo di personale disponibile. I bilanci parziali diffusi nella giornata di martedì indicano inoltre tre ospedali crollati e diciotto danneggiati, insieme a decine di istituti scolastici colpiti. Tra le immagini rilanciate dai media internazionali, quella del salvataggio di una madre e del suo neonato estratti vivi da un edificio crollato è diventata il simbolo delle operazioni di soccorso.


Stato di disastro nazionale e coprifuoco

Il presidente Abelardo de la Espriella ha dichiarato la situazione di disastro di carattere nazionale e ha ordinato l'istituzione di un Posto di Comando Unificato per coordinare la risposta, affidato al vicepresidente José Manuel Restrepo e insediato a Manizales. Da Cali il capo dello Stato ha indicato come priorità la localizzazione dei dispersi in città, 188 secondo quanto riportato dal quotidiano El Tiempo, riferendo che quasi cinquemila abitazioni nel solo capoluogo della Valle del Cauca risulterebbero colpite. I dati nazionali sui danni, ancora parziali, indicano oltre millecinquecento abitazioni danneggiate, decine di edifici completamente distrutti e un numero di crolli che negli aggiornamenti più recenti supera le centosessanta unità, oltre a numerose scuole, centri comunitari e tratti stradali interessati. Il sindaco di Cali, Alejandro Eder, ha disposto un coprifuoco sull'intera città dopo segnalazioni di possibili saccheggi, annunciando la militarizzazione del capoluogo per garantire la sicurezza e la gestione dell'emergenza.


Aeroporti chiusi, verifiche a Bogotá e nel Chocó

Pesanti anche le conseguenze sui collegamenti. L'Autorità colombiana per l'aviazione civile, Aerocivil, ha disposto la sospensione delle operazioni negli aeroporti di Pereira, Manizales, Quibdó, Armenia, Cartago, Cali e Buenaventura, in attesa della valutazione dei danni strutturali alle infrastrutture. A Bogotá, secondo quanto riferito dal sindaco Carlos Fernando Galán, i primi controlli non avrebbero rilevato danni strutturali significativi, ma soltanto alcune lesioni che non metterebbero a rischio la stabilità degli edifici; le verifiche proseguono quartiere per quartiere. Nel dipartimento di Chocó, dove si trova l'epicentro, la governatrice Nubia Carolina Córdoba ha segnalato feriti e danni rilevanti anche nel capoluogo Quibdó, esprimendo preoccupazione per le scosse di assestamento.


Il vulcano Puracé: nessun collegamento con il sisma

Un elemento va chiarito perché ha generato confusione in rete. Il vulcano Puracé, in allerta arancione già dal primo agosto, ha emesso cenere costringendo alla sospensione dei voli a Popayán, ma il Servizio Geologico Colombiano ha smentito qualsiasi collegamento tra il sisma e l'attività vulcanica: si tratterebbe di due fenomeni distinti e indipendenti, la cui coincidenza temporale non implica un rapporto di causa.


La risposta internazionale e la posizione italiana

Sul fronte internazionale, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato l'attivazione del servizio satellitare Copernicus a supporto delle operazioni di soccorso. La Farnesina, in raccordo con l'ambasciata italiana in Colombia, sta seguendo l'evolversi della situazione: il ministro degli Esteri Antonio Tajani è stato informato e al momento non risulterebbero cittadini italiani coinvolti.


Cifre in aggiornamento e attenzione alle truffe

Le cifre riportate restano provvisorie e destinate a cambiare nelle prossime ore, come accade in ogni emergenza di questa scala, dove i conteggi si consolidano soltanto quando le squadre completano la ricognizione delle aree colpite. Chi intende contribuire agli aiuti dovrebbe fare riferimento esclusivamente ai canali ufficiali indicati dalle autorità e alle organizzazioni umanitarie riconosciute, verificandone sede e identità: in occasione di catastrofi di questo tipo si moltiplicano le raccolte fondi non tracciabili e le richieste di denaro diffuse tramite messaggi privati o link abbreviati.



Fonti:

  •  Servizio Geologico Colombiano; 
  • United States Geological Survey;
  •  Asocapitales; 
  • El Tiempo; 
  • El Espectador;
  •  CNN; Reuters; 
  • ANSA; 
  • Il Post;
  •  Il Sole 24 Ore; 
  • Adnkronos;
  •  Tgcom24; 
  • Vatican News
  • ; Agi;
  •  dichiarazioni ufficiali della Presidenza della Repubblica di Colombia, dei sindaci di Cali, Pereira e Bogotá e della Farnesina.


Altri articoli in Attualità