Iattualità · Attualità · di Andrè Renzuto Iodice ·
Sinner rinuncia agli US Open: il ginocchio non guarisce, e ora il numero uno ha una scadenza
Per la prima volta in carriera l'altoatesino salta uno Slam. In classifica il vantaggio resta ampio, ma il conto vero arriva tra ottobre e novembre: 3.550 punti da difendere in sei settimane.
Il 21 agosto 2026 Jannik Sinner ha annunciato con un post su Instagram la rinuncia agli US Open, l'ultimo torneo del Grande Slam della stagione, in programma a New York dal 30 agosto. Il motivo è il problema al ginocchio destro che lo accompagna dal trionfo di Wimbledon e che lo aveva già costretto a saltare i Masters 1000 di Toronto e Cincinnati. Nella nota, il numero uno del mondo ha spiegato di aver ripreso ad allenarsi a Monte Carlo negli ultimi giorni e di essersi reso conto, insieme al proprio team e allo staff medico, di aver bisogno di altro tempo per recuperare. «Sono ovviamente molto triste e deluso», ha scritto, ricordando il legame con il torneo newyorkese. È una decisione senza precedenti nella sua carriera. Dal debutto nei Major, avvenuto proprio agli US Open del 2019, Sinner aveva disputato ventisette tabelloni principali consecutivi: aveva saltato Olimpiadi, Coppa Davis e diversi tornei minori, ma si era sempre presentato ai quattro appuntamenti che scandiscono la stagione. La rinuncia arriva pochi giorni dopo il suo venticinquesimo compleanno.
Cosa sappiamo dell'infortunio, e cosa no
Il quadro clinico non è stato reso pubblico nel dettaglio. Quello che risulta dalle ricostruzioni delle ultime settimane è che l'altoatesino si sarebbe sottoposto a controlli ripetuti tra Milano e il J Medical di Torino, e che il fastidio, inizialmente considerato gestibile, non ha risposto come previsto alle terapie. La rinuncia a Cincinnati era stata presentata come una scelta precauzionale finalizzata proprio a recuperare in tempo per New York: il fatto che quella finestra non sia bastata suggerisce un problema più resistente del previsto, anche se in assenza di referti ufficiali ogni valutazione sulla natura e sulla gravità della lesione resta un'ipotesi. Il piano comunicato dal team è restare in Europa e proseguire il recupero, con l'obiettivo dichiarato di arrivare pronti alla trasferta asiatica e ai tornei di Pechino e Shanghai. L'ATP 500 della capitale cinese è in calendario dal 30 settembre. Nessuna data di è stata però confermata, e la tempistica resterà subordinata alla risposta del ginocchio.
La classifica: il vantaggio c'è, ma si assottiglia
Sul piano del ranking la situazione, oggi, non è drammatica. Sinner guida la classifica ATP con 12.800 punti contro i 7.790 di Alexander Zverev, secondo. Non partecipando a New York perderà i 1.300 punti conquistati un anno fa, scendendo a quota 11.500. Anche nell'ipotesi più favorevole al tedesco — la vittoria del torneo — Zverev arriverebbe a 9.690: il distacco si ridurrebbe, ma resterebbe consistente. Carlos Alcaraz, terzo e atteso al rientro proprio a Flushing Meadows, è nella condizione opposta: dovendo difendere il titolo conquistato dodici mesi fa, dal torneo americano non può guadagnare punti in classifica. Anche la qualificazione alle ATP Finals di Torino non è in discussione: nella Race Sinner è primo con 7.950 punti, una dote ampiamente sufficiente per staccare il pass. Il problema, semmai, arriva dopo. Tra ottobre e novembre l'altoatesino deve difendere 3.550 punti, il bottino accumulato un anno fa con le vittorie a Pechino, Vienna, al Masters 1000 di Parigi e alle Finals. È in quelle sei settimane, non a New York, che si decide realmente la permanenza sul trono. Se Zverev dovesse fare risultato agli US Open e scavalcare Sinner nella Race, lo scenario diventerebbe quello di un finale di stagione da giocare punto a punto, con l'italiano costretto non solo a rientrare, ma a rientrare competitivo. Un recupero che si prolungasse fino all'autunno inoltrato renderebbe quel margine molto più fragile di quanto appaia oggi.
Una stagione a due velocità
Il forfait chiude anche il capitolo Slam del 2026, e lo chiude con un bilancio anomalo rispetto al biennio precedente, quando Sinner aveva vinto almeno due Major per stagione. Quest'anno il conto si ferma a Wimbledon: in Australia si era arreso in semifinale, al Roland Garros era uscito al secondo turno. Resta fuori dai giochi anche il confronto diretto con Alcaraz, che nella classifica dei Major è a quota sette contro i cinque dell'italiano e che a New York sarà regolarmente al via. Per il quarto Slam consecutivo, la finale che il tennis mondiale continua ad aspettarsi non si giocherà. C'è però una lettura meno pessimista, e riguarda la gestione del rischio. Forzare il rientro su un cemento veloce come quello di Flushing Meadows, in un torneo che richiede sette partite al meglio dei cinque set nell'arco di due settimane, avrebbe esposto il ginocchio a un carico difficilmente sostenibile. La scelta di fermarsi, per quanto costosa in termini di punti e di prestigio, appare coerente con l'obiettivo di preservare il finale di stagione e, soprattutto, il 2027. Va detto che si tratta di una valutazione che solo lo staff medico può fare con cognizione di causa, e che dall'esterno resta interpretativa.
Cosa guardare adesso
Tre elementi, nelle prossime settimane, diranno più di qualsiasi dichiarazione. Il primo è la data del rientro in campo: se Pechino verrà confermato, il recupero starà procedendo secondo i tempi previsti; uno slittamento a Shanghai o oltre indicherebbe un problema più serio. Il secondo è il rendimento di Zverev a New York, che determina la distanza reale in vetta e l'ordine nella Race. Il terzo, il meno visibile, è il modo in cui Sinner tornerà a muoversi: su un infortunio articolare non conta solo tornare, conta tornare senza compensare. Per ora resta un dato semplice, e insolito per un atleta che ha fatto della continuità il proprio marchio di fabbrica: dopo sette anni, il tabellone di uno Slam si compilerà senza il suo nome.