Iattualità · Attualità · di Andrè Renzuto Iodice ·
Benzina oltre i 2 euro, gasolio verso i 2,30: cosa succede davvero alla pompa dal 25 agosto
Lo sconto sul diesel scadeva il 24 agosto. Un decreto firmato oggi lo allunga di due giorni con le accise mobili. Dal 27 non c'è copertura. I numeri, la componente fiscale e le due letture in campo.
Due euro e un centesimo al litro. Non è un arrotondamento: è il prezzo medio della benzina self service rilevato oggi, domenica 23 agosto, dall'Osservatorio prezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che indica 2,010 euro al litro per la verde e 2,130 per il gasolio sulla rete stradale ordinaria. In autostrada si sale a 2,087 per la benzina e a 2,203 per il diesel. Ieri le medie erano 2,008 e 2,128 sulla rete ordinaria, 2,085 e 2,200 in autostrada: ritocchi di due o tre millesimi, ma la direzione è la stessa da giorni, verso l'alto, e in pieno weekend di controesodo.
Un dato di contesto che spesso si racconta male
La benzina sopra i 2 euro non è una novità assoluta, ma non si vedeva da tempo. Secondo le serie storiche elaborate dal Sole 24 Ore sui dati del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, l'ultima volta che la verde ha superato quella soglia risalirebbe al settembre 2023, non al 2022. Il picco storico resta però quello della settimana del 14 marzo 2022, subito dopo l'invasione russa dell'Ucraina: in media 2,184 euro al litro per la benzina e 2,154 per il gasolio. Il diesel di oggi, a 2,130, sarebbe quindi a poco più di due centesimi da quel record; la benzina ne dista ancora una quindicina.
Lo sconto che scade e la proroga di due giorni
Il taglio di 17 centesimi sul gasolio, 14 di accisa più circa 3 di Iva, è in vigore dal 28 luglio ed è stato prorogato con il decreto legge 139/2026 del 5 agosto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 180 e valido dal 7 al 24 agosto. In quel periodo l'aliquota sul gasolio è fissata a 532,90 euro per mille litri contro i 672,90 ordinari. Il costo della proroga, secondo la relazione tecnica, sarebbe di circa 190 milioni per la sola accisa e di poco più di 230 milioni includendo il credito d'imposta per l'autotrasporto, coperti con tagli agli stanziamenti dei ministeri (circa 96 milioni) e con il fondo speciale di conto capitale del Ministero dell'Economia (circa 137 milioni). La benzina è rimasta esclusa fin dall'inizio, e l'ipotesi di un bonus carburante da 100 euro per le famiglie non ha avuto seguito. Alla vigilia della scadenza è arrivata una proroga lampo. Nel pomeriggio di oggi il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, di concerto con il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, ha firmato un decreto ministeriale che attiva il meccanismo delle cosiddette accise mobili per i giorni 25 e 26 agosto. Lo strumento, introdotto dalla legge finanziaria per il 2008, consente di usare il maggior gettito Iva incassato dallo Stato quando il petrolio sale per ridurre temporaneamente le accise. La copertura, secondo il testo del decreto, sarebbe di 20,8 milioni di euro provenienti dall'extragettito Iva di luglio. Tradotto: due giorni di sconto. Dal 27 agosto, allo stato attuale, non esiste alcuna copertura e, secondo quanto risulta, nessun Consiglio dei ministri sarebbe in calendario prima di settembre. Palazzo Chigi ha fatto sapere che valuterà eventuali nuovi interventi in base all'andamento del petrolio.
Quanto vale davvero lo sconto alla pompa
Qui i numeri diventano scomodi per tutti. Secondo i calcoli del Codacons, già il 4 agosto lo sconto effettivo percepito dagli automobilisti si sarebbe ridotto a poco più di 8 centesimi, perché l'aumento delle quotazioni internazionali si era mangiato il resto. Il 18 agosto la stessa associazione ha osservato che chi viaggia a benzina paga oggi più di prima dell'intervento del governo, mentre sul gasolio la riduzione effettiva dei listini sarebbe pari a circa la metà dello sconto fiscale. Se dal 27 agosto il taglio venisse meno e tutte le altre componenti restassero invariate, il prezzo teorico del gasolio sulla rete ordinaria si avvicinerebbe a 2,30 euro al litro: ai 2,130 di oggi vanno aggiunti i 14 centesimi di accisa e l'Iva su quei 14 centesimi, cioè circa 17 centesimi in tutto. Per un pieno da 50 litri significherebbe 8,50 euro in più, oltre 10 euro con un serbatoio da 60. Le stime di settore collocano il diesel post-sconto tra 2,28 e 2,30, sopra il picco del marzo 2022. Il Codacons stima che il viaggio di ritorno dalle vacanze possa costare fino a circa 270 euro in più a famiglia sulle lunghe percorrenze: su un tragitto di 500 chilometri la sola spesa di carburante sfiorerebbe i 69 euro, cui vanno aggiunti 30-40 euro di pedaggio e le soste. L'associazione parla di un controesodo che rischia di trasformarsi in un «massacro per i portafogli delle famiglie». L'Unione Nazionale Consumatori propone di portare lo sconto sul gasolio a 30 centesimi e di estenderlo alla benzina.
Perché sta salendo: Brent e Stretto di Hormuz
Il fattore esterno ha un nome: Brent. Il 5 agosto il greggio di riferimento europeo era sceso sotto gli 80 dollari al barile (78,66) sulle speranze di un accordo provvisorio tra Stati Uniti, Iran e Oman per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Poi lo stallo diplomatico: 84,5 dollari il 10 agosto, 90 l'11, 89,5 il 17 e oltre 94 il 20 agosto, dopo l'annuncio di Donald Trump di un «d-day economico» contro l'Iran. Il 21 agosto il Brent ha chiuso a 94,18 dollari. Nel frattempo il gas ha superato i 60 euro al megawattora e la Russia avrebbe iniziato a importare carburanti a causa delle raffinerie colpite dagli attacchi ucraini. Il diesel, prodotto raffinato i cui margini sono più sensibili alle tensioni sull'offerta, sta soffrendo più della benzina.
La componente fiscale
C'è poi un fattore interno, meno raccontato. Dal 1° gennaio 2026 la legge di bilancio (L. 199/2025, art. 1 comma 129) ha completato il riallineamento delle accise: benzina e gasolio pagano entrambi 672,90 euro per mille litri. Per il gasolio ha significato un aumento di 4,05 centesimi di accisa, circa 4,94 con l'Iva, quindi quasi 5 centesimi al litro; per la benzina una riduzione identica. La misura nasce dal superamento del sussidio ambientalmente dannoso EN.SI.24, ma è arrivata in un anno in cui il diesel è salito per altre ragioni. Facendo due conti sui prezzi di oggi. Su un litro di benzina a 2,010 euro l'accisa vale 0,673 euro e l'Iva circa 0,362, per un totale di circa 1,035 euro di imposte, pari a circa il 51% del prezzo. Su un litro di gasolio a 2,130 euro, con l'accisa scontata a 0,533, le imposte pesano circa 0,917 euro, il 43%. Il resto, cioè la componente industriale che comprende materia prima, raffinazione, logistica e margini della rete, vale circa 0,97 euro per la benzina e circa 1,21 per il gasolio: 24 centesimi di differenza che non dipendono dal fisco.
Due letture in campo
La prima lettura è quella dello shock esterno: petrolio a 94 dollari, Hormuz semichiuso, margini di raffinazione del diesel in tensione. In questa chiave lo sconto fiscale è un tampone che non può che essere temporaneo, e il vicepremier Matteo Salvini ha escluso di finanziarlo con nuove tasse su sigarette e alcolici: «ti do con la mano destra e ti prendo con la mano sinistra». La seconda lettura è quella delle associazioni dei consumatori, che contestano la lentezza dei ribassi quando il greggio scende e chiedono interventi sulla benzina e sui margini della filiera; il Partito Democratico chiede una tassa sugli extraprofitti delle società energetiche, l'uso strutturale delle accise mobili e una strategia energetica complessiva. Rispetto a un anno fa, secondo le stime di settore, il diesel costerebbe tra il 26,7% e il 27,6% in più. I dati sono questi, il giudizio lo lasciamo a chi legge.
Fonti:
- Osservatorio prezzi carburanti Mimit (23/08/2026)
- Ansa
- Il Sole 24 Ore (Lab24, Radiocor)
- Gazzetta Ufficiale n. 180 del 5 agosto 2026, DL 139/2026
- Decreto MEF-MASE del 23 agosto 2026
- Legge 199/2025, art. 1 c. 129
- Codacons
- Unione Nazionale Consumatori
- Quotidiano.net
- Today.it
- Virgilio Notizie
- Gazzetta del Sud