Iattualità · Attualità · di Nicola Ferrone ·
"Patriarcato mediterraneo" e no al reato di femminicidio: cosa c'è nel programma decennale di Futuro Nazionale
Futuro Nazionale, il partito guidato da Roberto Vannacci, ha pubblicato l'11 agosto la prima parte della propria "Base ideologica e programmatica per l'Italia del futuro", un documento che copre il periodo 2027-2037. Il testo, presentato dallo stesso leader come il risultato di un lavoro costruito "dal basso" nel confronto con gli iscritti, si propone di definire non un elenco di promesse elettorali ma principi e strategie destinati a orientare il movimento lungo due legislature. Vannacci ha precisato che il programma non sarebbe immutabile e potrebbe essere integrato o corretto in base all'evoluzione delle condizioni politiche e sociali, e ha annunciato che le altre due parti arriverebbero nelle prossime settimane. Fin dalle prime righe il documento fissa quelli che definisce valori non negoziabili, vere e proprie linee rosse: la difesa della vita dal concepimento alla morte naturale, la famiglia naturale, l'identità cristiana e la concezione romana del diritto. L'apertura del testo affida il tono a due citazioni letterarie, un verso di Pier Paolo Pasolini tratto da "Saluto e augurio" e alcuni passaggi della Divina Commedia.
Il no al reato di femminicidio
Il passaggio che ha attirato la maggior parte dell'attenzione riguarda il capitolo dedicato alla giustizia. Futuro Nazionale ribadisce il proprio no all'introduzione di una figura autonoma di reato di femminicidio. Secondo il documento, chi uccide una persona deve essere punito con pene che possono arrivare all'ergastolo, come già previsto per il reato di omicidio, senza necessità di distinguere tra "viricidio" e "femminicidio". Il testo colloca questa posizione all'interno di una critica più ampia, definita come uno "stop alla riformulazione gramsciana del diritto e alla retorica delle categorie": l'idea di fondo, secondo il partito, sarebbe che l'ordinamento penale debba guardare al fatto commesso e non all'appartenenza della vittima a una categoria sociale. Va ricordato, per completezza, che il dibattito italiano su questo punto non è nuovo e che le posizioni si dividono da anni tra chi ritiene la fattispecie autonoma uno strumento di riconoscimento giuridico e statistico del fenomeno e chi la considera ridondante rispetto alle norme già esistenti.
La proposta del "patriarcato mediterraneo"
Il secondo elemento che ha alimentato la discussione è l'introduzione del concetto di "patriarcato mediterraneo". Il documento parte da una valutazione critica del modello educativo che attribuisce alla sinistra, fondato secondo il testo sull'ideologia della costante "lotta al patriarcato", giudicata fallimentare. Da qui la proposta di proteggere e non criminalizzare quello che viene definito appunto il "patriarcato mediterraneo", descritto come un modello volto alla sottolineatura delle specificità culturali e alla formazione di "maschi forti, capaci di dominare le emozioni e le passioni", che proteggono le donne e si offrono per la costruzione e la difesa della società. Nella lettura offerta dal documento si tratterebbe di un modello fondato sulla differenza tra i sessi e sulla responsabilità maschile, non di una giustificazione della violenza. La questione delle violenze definite "passionali", si legge, dovrebbe essere affrontata con pragmatismo e senza ideologia, non per calcolo elettorale ma per proteggere concretamente le potenziali vittime.
Codice Rosso e braccialetti elettronici
Accanto alle posizioni identitarie, il capitolo contiene alcune misure operative. Futuro Nazionale propone di intervenire sul cosiddetto Codice Rosso, migliorando i passaggi caratterizzati da quelle che definisce "falle procedurali", con l'obiettivo di garantire protezione immediata e tempi certi alle donne che denunciano. Il documento chiede inoltre il potenziamento dei dispositivi di tracciamento elettronico a distanza per i soggetti sottoposti a misure cautelari, con lo stanziamento di fondi dedicati per colmare quella che il testo descrive come una cronica carenza attuale di apparecchi. Si tratta di un punto su cui, negli ultimi anni, hanno insistito anche forze politiche di orientamento diverso e diversi operatori del settore, e che riguarda un problema di disponibilità materiale più che di impianto normativo.
Gli altri capitoli: remigrazione, fisco, libertà di espressione
Il documento non si limita al capitolo giustizia. La prima parte pubblicata affronta anche il tema delle politiche migratorie, con il richiamo alla cosiddetta remigrazione, il fisco, il mercato del lavoro e la collocazione internazionale del Paese. Su quest'ultimo punto il testo delinea un'idea di area mediterranea con una storia e un'identità radicate nel cristianesimo, descritta come culturalmente terza rispetto al modello orientale russo e a quello occidentale americano e anglofrancese. Un altro passaggio riguarda la libertà di espressione: Futuro Nazionale afferma il principio secondo cui "le idee non si processano" e si dichiara contrario ai cosiddetti reati d'opinione, distinguendo tra la responsabilità penale per atti concreti di violenza e il piano del confronto culturale e politico. Secondo diverse ricostruzioni di stampa, questo passaggio investirebbe anche la legge Mancino, la norma che disciplina la repressione delle condotte a sfondo discriminatorio, razziale, etnico e religioso.
Le reazioni della politica
Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. Da parte delle opposizioni sono arrivate critiche che leggono nella formula del "patriarcato mediterraneo" un passo indietro sul piano culturale e una minimizzazione delle radici strutturali della violenza di genere. Dal partito, al contrario, viene ribadito che l'obiettivo dichiarato sarebbe proteggere le vittime attraverso strumenti concreti, senza sovrastrutture ideologiche, e che il rifiuto della fattispecie autonoma non comporterebbe alcuna attenuazione delle pene per chi uccide. Sul piano dei rapporti interni al centrodestra, la pubblicazione del documento si inserisce in una fase di posizionamento in vista delle prossime scadenze elettorali: secondo quanto riportato dalla stampa, Vannacci sarebbe in attesa di un confronto diretto con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Cosa dice davvero il documento
Al di là delle valutazioni politiche, che restano legittimamente diverse, alcuni elementi vanno tenuti distinti per leggere correttamente il testo. Il documento non propone di depenalizzare l'omicidio di una donna né di ridurne le pene: contesta l'opportunità di una figura di reato separata, mantenendo il riferimento all'omicidio e alle relative aggravanti. Il concetto di "patriarcato mediterraneo" è formulato dal documento come modello culturale ed educativo, non come principio giuridico, e non produce di per sé effetti normativi. Le misure sul Codice Rosso e sui braccialetti elettronici, infine, si collocano su un terreno tecnico e amministrativo che potrà essere valutato soltanto in sede parlamentare, sulla base di risorse e tempi effettivi.
I prossimi passi
Il testo integrale della prima parte è consultabile online. Le due parti restanti, secondo quanto annunciato dal partito, verrebbero pubblicate nelle prossime settimane e completerebbero il quadro programmatico su cui Futuro Nazionale intende presentarsi agli elettori. Su un tema che tocca da vicino la sicurezza delle persone e il modo in cui un Paese sceglie di nominare i propri problemi, il confronto pubblico è appena cominciato.