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Etna, l'aeroporto di Catania resta a terra: settecento voli saltati, rincari fino al duecentottantasette per cento e un dibattito vecchio di trent'anni

Nel pieno della settimana di Ferragosto, il principale aeroporto del Sud Italia per traffico passeggeri è fermo. L'attività eruttiva dell'Etna, ripresa con intensità l'otto agosto, ha costretto la società di gestione a sospendere ripetutamente i voli da e per Catania Fontanarossa: l'ultima proroga comunicata dalla SAC ha esteso la chiusura degli spazi aerei fino alle due della notte tra giovedì e venerdì, con l'invito ai passeggeri a verificare lo stato del proprio volo con le compagnie prima di recarsi in aeroporto. La riapertura resta appesa ai bollettini dei vulcanologi: secondo il monitoraggio dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, l'attività esplosiva del cratere Voragine prosegue con emissione di cenere che si disperde verso sud, mentre il tremore vulcanico si mantiene su valori elevati con una tendenza graduale all'incremento. Tradotto: l'emergenza non è finita, e la macchina dei disagi nemmeno.

Etna, l'aeroporto di Catania resta a terra: settecento voli saltati, rincari fino al duecentottantasette per cento e un dibattito vecchio di trent'anni

I numeri del blocco

Il bilancio aggiornato dalla società di gestione parla di circa settecento voli saltati tra l'otto e l'undici agosto, tra cancellazioni e collegamenti riprogrammati su altri scali, ai quali si sono aggiunte decine di ulteriori cancellazioni nei giorni successivi. Oltre duecentocinquanta voli sono stati dirottati sugli altri aeroporti siciliani: più di centoquaranta su Comiso dall'inizio dell'emergenza, una cinquantina su Palermo nella sola giornata di mercoledì, altri su Trapani. Dietro i numeri ci sono decine di migliaia di persone: turisti a fine vacanza, famiglie in partenza, lavoratori, con scene di passeggeri costretti a dormire a terra nello scalo in attesa di una riprotezione. Assoesercenti ha provato a stimare l'impatto economico sul turismo dell'area, collocandolo indicativamente tra i dodici virgola otto e i ventiquattro milioni di euro. Una forbice ampia, che andrà verificata a consuntivo, ma che dà la misura di cosa significhi fermare per giorni la porta d'ingresso della Sicilia orientale in alta stagione.


Il fronte dei rincari

È sul mercato dei trasporti alternativi che si è aperto il capitolo più controverso. Il Codacons ha annunciato un esposto all'Autorità garante della concorrenza e del mercato per quelli che definisce "rincari sospetti" nel settore dell'autonoleggio allo scalo etneo. L'associazione ha simulato giovedì un noleggio di quattro ore, dalle tredici alle diciassette, il tempo utile per raggiungere in auto gli altri aeroporti dell'isola: la tariffa più economica rilevata con riconsegna a Palermo era di centoquarantuno euro, che salivano a centottantuno per Trapani e a trecentotrentasette per Comiso. Ripetendo la stessa ricerca per il ventisette agosto, a emergenza presumibilmente rientrata, i prezzi scendevano rispettivamente a novantuno, centosette e ottantasette euro. Sulla tratta Catania-Comiso la differenza sfiora il duecentottantasette per cento. A questo si aggiungono le segnalazioni raccolte dalla stampa su taxi e passaggi privati: secondo quanto riportato da Repubblica, per un trasferimento in auto privata tra Palermo e Catania sarebbero stati chiesti fino a cinquecento euro, mentre alcune corse in taxi dall'aeroporto avrebbero superato i quattrocento. Va detto, per completezza, che i listini degli autonoleggi rispondono anche a meccanismi automatici di prezzo legati alla domanda, e che al momento non risultano repliche ufficiali delle società coinvolte: sarà l'Antitrust, se aprirà un'istruttoria, a stabilire se si sia trattato di dinamiche di mercato o di vere e proprie condotte speculative ai danni di viaggiatori in stato di necessità.


Cosa spetta ai passeggeri

Un punto merita chiarezza, perché tocca direttamente chi in queste ore ha un volo cancellato. L'eruzione vulcanica rientra tra le circostanze eccezionali previste dal regolamento europeo sui diritti dei passeggeri: questo significa che le compagnie aeree non sono tenute a versare la compensazione pecuniaria prevista per le cancellazioni ordinarie, ma restano pienamente obbligate all'assistenza, quindi pasti, bevande e sistemazione in hotel se necessaria, e a offrire la scelta tra il rimborso integrale del biglietto e la riprotezione su un volo alternativo appena possibile. Chi ha visto il proprio volo dirottato su Palermo, inoltre, può raggiungere Catania gratuitamente sui treni regionali e ordinari mostrando la carta d'imbarco, grazie all'intesa tra Regione e Ferrovie, mentre sono stati attivati bus straordinari tra gli scali. Il presidente della Regione Renato Schifani ha rivendicato l'impegno dell'amministrazione nel contenere i disagi, ricordando al tempo stesso che l'operatività dei voli e l'assistenza ai passeggeri restano responsabilità delle compagnie aeree.


Un aeroporto ai piedi del vulcano

E poi c'è la domanda che ciclicamente riemerge, e che in questi giorni è tornata al centro del dibattito politico: perché il quinto aeroporto d'Italia sorge a una trentina di chilometri in linea d'aria dal vulcano attivo più alto d'Europa? A rilanciarla è stato il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, secondo cui a Catania "è fuori posto l'aeroporto, non il vulcano". Il ministro ha ricordato di aver evidenziato già nel millenovecentonovantanove, da presidente della Provincia, i limiti dello scalo di Fontanarossa e la sua vulnerabilità legata alla vicinanza con l'Etna, inserendo nel piano territoriale dell'epoca una proposta di delocalizzazione rimasta poi lettera morta. La storia, però, aiuta a capire perché l'aeroporto sta dove sta: Fontanarossa nasce nel millenovecentoventiquattro come campo di volo al servizio di una città che ai piedi del vulcano vive da quasi tremila anni, cresciuta proprio sulla terra resa fertile dalle ceneri e dalle lave dell'Etna. Lo scalo segue la città, non il vulcano. Spostarlo oggi significherebbe individuare un nuovo sito, finanziare un'opera da miliardi e ridisegnare la mobilità di mezza Sicilia, con tempi che si misurerebbero in decenni: non a caso, nelle valutazioni che circolano in queste ore, l'ipotesi considerata più realistica dagli osservatori è il potenziamento strutturale di Comiso come scalo complementare, ruolo che di fatto sta già svolgendo in questa emergenza. Ogni scenario, va precisato, resta al momento sul piano delle proposte politiche.


Convivere con la cenere

Resta la domanda di fondo: perché la cenere ferma tutto? La risposta è tecnica e non ammette scorciatoie. La cenere vulcanica è composta da minuscoli frammenti di roccia e vetro vulcanico che, aspirati dai motori a reazione, fondono alle temperature delle camere di combustione e si risolidificano sulle turbine, con il rischio di spegnimento in volo; abrade inoltre i parabrezza, intasa i sensori di velocità e danneggia le superfici. Per questo non esiste un margine di trattativa: quando i venti spingono la nube verso i settori di avvicinamento allo scalo, come accaduto in questi giorni, si chiude, e quando la direzione cambia si riapre. È la stessa logica con cui l'Osservatorio etneo dell'INGV monitora il vulcano ora per ora, diramando gli avvisi che regolano il traffico aereo. La convivenza tra Catania e l'Etna funziona così da sempre: non è una anomalia da correggere in emergenza, ma un equilibrio che richiede infrastrutture alternative pronte, trasparenza sui prezzi e istituzioni capaci di coordinarsi. I giorni di Ferragosto duemilaventisei hanno mostrato quanto questo equilibrio sia prezioso, e quanto costi quando si incrina.



Fonti:

  • Sky TG24, Eruzione Etna, chiuso fino a venerdì l'aeroporto di Catania, diretta del 13 agosto 2026
  • ANSA, Codacons, rincari sospetti su costi autonoleggio all'aeroporto di Catania, 13 agosto 2026

  • Tgcom24, Gravi disagi per i passeggeri bloccati a Catania, 13 agosto 2026
  • La Repubblica, rilevazioni sui costi di taxi e passaggi privati tra Palermo e Catania, 13 agosto 2026
  • INGV Osservatorio Etneo, bollettini di monitoraggio dell'attività eruttiva, agosto 2026
  • Sky TG24, Eruzione Etna e voli cancellati, a quale rimborso e assistenza hanno diritto i passeggeri, 12 agosto 2026


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