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Ventiquattro ore: la Camera riapre l'albo ai medici radiati, Mattarella risponde dal Quirinale

Martedì Montecitorio ha approvato per tredici voti la norma che permette ai sanitari cancellati dall'Ordine durante la pandemia di chiedere il reintegro. Mercoledì il Presidente della Repubblica ha parlato di «opposizione pregiudiziale ai vaccini» e di chi «avvelena l'opinione». Non ha fatto nomi. Non ne aveva bisogno.

Ventiquattro ore: la Camera riapre l'albo ai medici radiati, Mattarella risponde dal Quirinale

Mercoledì 28 ottobre, al Quirinale, Sergio Mattarella ha celebrato i Giorni della Ricerca della Fondazione AIRC. Ha ricordato che in Italia oltre tre milioni e mezzo di persone vivono dopo una diagnosi di tumore, ha parlato di una scienza che salva vite e di «credenze irrazionali e fake news distruttive» che continuano a tenere nella paura una parte della popolazione. Poi è arrivato il passaggio che ha fatto il giro delle agenzie: «L'opposizione pregiudiziale ai vaccini è uno dei sintomi più sconcertanti». Davanti a fatti di cronaca con adulti e bambini che rischiano o perdono una vita che avrebbero potuto difendere, ha aggiunto, si avverte l'esigenza di contrastare l'opera di chi cerca di avvelenarne l'opinione. Il Capo dello Stato non ha citato il Parlamento. Ma ventiquattro ore prima, a poche centinaia di metri, la Camera aveva votato una norma che va nella direzione opposta.


Cosa ha votato la Camera

Martedì 27 ottobre l'Aula di Montecitorio ha approvato l'articolo 8 del disegno di legge delega sulle professioni sanitarie. La norma, voluta da Fratelli d'Italia e firmata dalla deputata Alice Buonguerrieri, apre la strada al reintegro dei professionisti sanitari radiati dagli Ordini durante l'emergenza Covid per «fatti non dolosi», che il testo riconduce in parte alla limitata conoscenza delle terapie appropriate nei primi mesi della pandemia. Il reintegro non sarebbe automatico: la norma prevede una procedura semplificata, da attivare entro sessanta giorni dall'entrata in vigore, su cui deciderebbe la Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie, l'organo del ministero della Salute che giudica i ricorsi contro le decisioni degli Ordini. Il testo non nomina mai i vaccini. Ma tutti, in aula e fuori, sanno di cosa si parla. Il voto è passato per 126 sì contro 113 no e 2 astenuti. Fratelli d'Italia e Lega a favore, una parte di Forza Italia assente al momento del voto. Decisivi, secondo la ricostruzione di Fanpage, gli otto deputati di Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci: senza di loro la norma sarebbe caduta, 121 contro 118. Rossano Sasso, del gruppo di Vannacci, ha rivendicato di aver salvato la maggioranza e ha avvertito gli alleati moderati «traditori» che votano come il Pd. Per le opposizioni Marianna Ricciardi, del Movimento 5 Stelle, ha parlato di «uno schiaffo ai medici che hanno seguito le regole e alle vittime del Covid». La legge non è ancora tale: serve il voto finale della Camera sull'intero provvedimento e poi il passaggio al Senato.


Chi sono i radiati

È il punto che il dibattito, da una parte e dall'altra, tende a confondere. Durante la pandemia gli Ordini hanno applicato due sanzioni diverse. La sospensione, meno grave e temporanea, è toccata ai medici che non si erano vaccinati o che avevano espresso scetticismo. La radiazione, la pena massima, è stata riservata a chi aveva tradotto quelle idee in comportamenti incompatibili con la professione: diffusione sistematica di informazioni false, prescrizione di terapie prive di fondamento al posto di quelle raccomandate, esenzioni vaccinali ingiustificate o certificati falsi. Quanti siano non lo sa nessuno con precisione. Il presidente della Federazione degli Ordini dei medici, Filippo Anelli, ha parlato di «poche decine»; fonti della Commissione centrale citate dal Post arrivano a circa duecento, una trentina dei quali hanno fatto ricorso. Tra i nomi noti c'è Riccardo Szumski, medico di base e sindaco in Veneto, radiato nel 2021 per aver rilasciato un certificato di esenzione a una persona che non era sua paziente e per aver promosso cure domiciliari non validate: nel novembre 2025 è stato eletto in consiglio regionale. C'è Silvana De Mari, che sosteneva di poter curare il Covid con olio di fegato di merluzzo e vitamina C, radiata nel 2023 e orgogliosa di esserlo. C'è Barbara Balanzoni, che ha continuato a esercitare dopo la sospensione. Chi difende la norma, come Buonguerrieri, parla di fine di una «persecuzione» e di una «caccia alle streghe fuori tempo massimo». Anelli risponde che la questione non è mai stata «la libertà di avere opinioni diverse», ma la violazione delle regole minime della professione, e che in gioco c'è il diritto alla salute dei pazienti. È una distinzione che vale la pena tenere ferma: nessuno di questi medici è stato cancellato dall'albo per un'opinione. Sono stati cancellati per quello che hanno fatto con quell'opinione, su persone che si fidavano di loro.


I numeri dietro le parole del Presidente

Mattarella ha parlato di fatti di cronaca, al plurale. I dati del ministero della Salute spiegano perché. Nei primi cinque mesi del 2026 l'Italia ha registrato 472 casi confermati di morbillo. Il 93,3 per cento dei casi con stato vaccinale noto riguardava persone non vaccinate. Quasi sei casi su dieci, il 57,8 per cento, sono finiti in ospedale, una quota in crescita da tre anni: era il 49,5 per cento nel 2024. Il morbillo non è un raffreddore. È una delle malattie più contagiose che esistano, e in Europa l'anno scorso ha ucciso. L'Istituto superiore di sanità stima che quasi un italiano su dieci sia oggi suscettibile al virus, con la fascia tra i venti e i quarant'anni come la più esposta: gli adulti cresciuti negli anni in cui le coperture erano calate. Questo è il contesto in cui il Parlamento decide di riaprire l'albo a chi, durante la pandemia, scriveva «non vaccinatevi» sulla carta intestata del proprio studio.


Due istituzioni, due direzioni

Si può leggere la giornata di ieri e di oggi come una coincidenza di calendario. Non lo è. Il Quirinale non commenta i voti del Parlamento, e Mattarella non lo ha fatto. Ma il Presidente della Repubblica sceglie le parole, e sceglie i giorni. Dire «sconcertante» ventiquattro ore dopo quel voto, davanti ai ricercatori dell'AIRC, è un messaggio che non ha bisogno di destinatario. La maggioranza, dal canto suo, ha un problema che i numeri rendono evidente: la norma è passata per tredici voti, con parte di Forza Italia che non ha voluto metterci la faccia e con i voti di un partito, quello di Vannacci, che non è nella coalizione di governo e che su questo tema ne detta la linea. Chi sostiene la norma dice che a cinque anni dalla pandemia è tempo di chiudere i conti, che i radiati hanno già pagato, che la scienza di allora non era quella di oggi. Chi la contesta risponde che chiudere i conti è una cosa, cancellare le sanzioni un'altra, e che i pazienti di quei medici non hanno avuto una seconda possibilità. Al Senato la discussione si riaprirà. Nel frattempo una domanda resta sul tavolo, e non riguarda la politica: un medico radiato perché prescriveva vitamina C contro il Covid, se torna in corsia, cosa prescriverà la prossima volta?

Articolo aggiornato alle ore 15:30 del 28 ottobre 2026. La norma deve ancora essere approvata nel suo complesso dalla Camera e poi dal Senato.



Fonti:

  • Open e DIRE (discorso di Mattarella ai Giorni della Ricerca del 28 ottobre, citazioni, dichiarazione di Marianna Ricciardi);
  • AGI Vista (video dell'intervento);
  • Il Post, 28 ottobre (approvazione dell'articolo 8, numeri del voto, iter della legge) e 17 luglio (contenuto dell'emendamento Buonguerrieri, distinzione tra sospensione e radiazione, stime sul numero dei radiati, casi Szumski, De Mari e Balanzoni, dichiarazioni di Buonguerrieri e Anelli);
  • Fanpage (spaccatura della maggioranza, voti di Futuro Nazionale, dichiarazione di Rossano Sasso);
  • AGI, 24 settembre (dati del ministero della Salute sul morbillo nei primi cinque mesi del 2026);
  • Istituto superiore di sanità (stima sulla popolazione suscettibile al morbillo).

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