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Sinner si ferma, il tennis no: il vero infortunato è il calendario?

Jannik Sinner ha chiuso il suo 2026 con un video di un minuto pubblicato su Instagram la mattina del 6 ottobre. Il ginocchio destro ha bisogno di un ciclo di cure, ha spiegato, e questo significa niente Vienna, niente Parigi, niente Atp Finals a Torino, niente Coppa Davis. Il numero uno del mondo tornerà in campo nel 2027. La notizia era attesa da giorni, dopo i forfait a catena dell'estate, ma la sua ufficialità sposta il dibattito su un terreno che il tennis evita da anni: quanto può reggere un corpo in uno sport che gioca undici mesi su dodici.

Sinner si ferma, il tennis no: il vero infortunato è il calendario?

Cosa è successo

L'ultima partita ufficiale di Sinner resta la finale di Wimbledon del 12 luglio, vinta. Secondo le ricostruzioni di stampa, il fastidio al ginocchio si sarebbe manifestato a fine luglio, durante la preparazione per la stagione sul cemento nordamericano. Da lì una sequenza di rinunce: i Masters 1000 di Montreal e Cincinnati, gli Us Open, Pechino e, il 3 ottobre, Shanghai. Nei giorni scorsi un consulto specialistico a Lione avrebbe orientato la scelta finale. Il suo management ha parlato di terapia conservativa, quindi senza intervento chirurgico, per dare al giocatore il tempo di recuperare prima della preparazione invernale. Nel video Sinner ha usato parole semplici: «Il mio 2026 è ufficialmente finito».


Un infortunio da sovraccarico

La diagnosi ufficiale non è stata comunicata. Secondo diverse testate specializzate si tratterebbe di una tendinopatia extra-articolare, la sindrome della bandelletta ileotibiale, nota come Itbs. È un infortunio tipico di chi ripete lo stesso movimento migliaia di volte, comune tra corridori e ciclisti, e nel tennis colpisce chi accumula carichi senza pause. Un fisiatra interpellato da Leggo ha osservato che la guarigione richiede tempo e che conviene ragionare sulla carriera più che sul rientro immediato. Se la diagnosi fosse confermata, il punto non sarebbe un trauma ma un accumulo. E l'accumulo di Sinner nel 2026 ha pochi precedenti.


I numeri di una stagione fuori scala

Prima dello stop, Sinner aveva vinto Wimbledon e sei Masters 1000 consecutivi, tra Parigi-Bercy 2025 e Roma 2026, passando per Indian Wells, Miami, Montecarlo e Madrid. Nessuno ci era mai riuscito. Con il titolo agli Internazionali d'Italia ha completato il Career Golden Masters a 24 anni, il più giovane di sempre, e ha portato a 34 la striscia di vittorie consecutive nei tornei di questa categoria. A metà maggio il suo bilancio stagionale era di 36 vittorie e 2 sconfitte, con 14.350 punti in classifica. Un dominio costruito giocando tutto, senza saltare un appuntamento. Ora quei punti vanno a scadenza senza poter essere difesi e, secondo le proiezioni della stampa, il numero uno dovrebbe passare ad Alexander Zverev prima della fine dell'anno.


Il calendario che si allunga

Il contesto in cui questo è accaduto è un circuito che negli ultimi anni ha cambiato forma. Dal 2025 sette dei nove Masters 1000 durano dodici giorni invece di sette, con tabelloni passati da 56 a 96 giocatori. Solo Montecarlo e Parigi conservano il formato di una settimana. L'idea dichiarata dall'Atp era ridurre lo stress dei giocatori con più giorni di riposo tra un turno e l'altro. Dopo la prima stagione completa con il nuovo formato, diversi giocatori hanno sostenuto il contrario: gli eventi più lunghi sarebbero risultati più faticosi, perché allungano le trasferte e comprimono le settimane libere. Nel frattempo l'Atp ha ridotto i tornei 250 da 38 a 29 e ha annunciato per il 2028 un decimo Masters 1000 in Arabia Saudita, da una settimana e con 56 giocatori, probabilmente a febbraio. Quel torneo non sarà obbligatorio, ha precisato l'associazione, proprio per non appesantire ulteriormente il calendario. La direzione, però, è chiara: la visione dell'Atp è un circuito in cui i primi giocatori disputano gli Slam, dieci Masters 1000 e le Finals, con il resto come contorno.


Chi dice che il calendario non c'entra

Sarebbe scorretto presentare questa lettura come l'unica possibile. Un'analisi di Tennis Magazine Italia ha sostenuto, dati alla mano, che i tennisti di oggi non giocano più partite di quelli di trent'anni fa, quando i tornei erano più numerosi e un campione poteva superare le cento partite in una stagione. Secondo quella ricostruzione i migliori disputerebbero oggi intorno alle settanta partite l'anno, e l'obbligatorietà dei Masters 1000 sarebbe più morbida di quanto appaia, perché chi salta un torneo riceve uno zero in classifica, non una sanzione. Marcos Baghdatis, ex numero otto del mondo, ha aggiunto un'altra osservazione: i giocatori hanno un'associazione che li rappresenta, la Ptpa, ma preferirebbero lamentarsi pubblicamente piuttosto che usarla. La Ptpa, va ricordato, ha comunque portato l'Atp in tribunale nel marzo 2025 citando anche il calendario tra i motivi. C'è poi un dettaglio che riguarda proprio Sinner: il problema al ginocchio sarebbe emerso in allenamento, non in torneo. Collegarlo in modo diretto ai dodici giorni di Madrid o di Roma resta un'ipotesi, non un dato.


Una scelta controcorrente

Quello che invece è un dato è la decisione. Sinner avrebbe potuto tentare un rientro a Vienna o a Parigi per difendere la classifica, oppure presentarsi a Torino, dove ha vinto le ultime due edizioni e dove il pubblico lo aspettava. Ha scelto di fermarsi tre mesi, rinunciando anche al Six Kings Slam, l'esibizione saudita da milioni di dollari che aveva vinto nel 2024 e nel 2025. In uno sport in cui la pressione a giocare arriva da tornei, sponsor e classifica, un numero uno che rinuncia al numero uno per curarsi è una notizia in sé. Se il modello Sinner diventasse la norma, il circuito dovrebbe fare i conti con campioni che selezionano gli appuntamenti invece di subirli.


Cosa resta a Torino

Le Atp Finals si giocheranno dal 15 al 22 novembre senza il campione in carica. Per il torneo è un colpo d'immagine, per il pubblico italiano una delusione annunciata. Ma il vuoto lasciato da Sinner potrebbe avere un effetto che va oltre la settimana torinese: costringere il tennis a chiedersi se il problema sia un ginocchio o il sistema che quel ginocchio lo ha portato al limite. La risposta onesta, oggi, è che non lo sappiamo. Sappiamo che il calendario si allunga, che i giocatori protestano senza organizzarsi, che l'Atp apre nuovi mercati, e che il più forte di tutti ha deciso di fermarsi. Se queste cose siano collegate lo dirà il tempo. Intanto Torino aspetta, e la domanda resta aperta.



Fonti:

  • Domani, "Sinner salta anche le Atp Finals: stagione finita, tornerà nel 2027", 6 ottobre 2026
  • Quotidiano Nazionale, "Stagione finita per Sinner, torna nel 2027", 6 ottobre 2026
  • Leggo, "Sinner, quanto è grave l'infortunio?", 6 ottobre 2026
  • Ubitennis, "Sinner, il 2026 è già finito!", 6 ottobre 2026
  • Agi, "Con la vittoria di Roma Sinner ha stracciato i (suoi) record", 17 maggio 2026
  • Adnkronos, "Sinner vince Internazionali e infrange altri record", 17 maggio 2026
  • Il Post, "Dal 2028 ci sarà un nuovo torneo Masters 1000 di tennis in Arabia Saudita", 23 ottobre 2025
  • Sport e Finanza, "Masters 1000 XXL: l'impatto della riforma del calendario tennistico", 19 novembre 2025
  • TennisTemple, "Masters 1000 in Arabia Saudita dal 2028" e "Baghdatis parla del calendario", dicembre 2025
  • Tennis Magazine Italia, "La grande bugia sul calendario ATP", 2024


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