Iattualità · Attualità · di Andrè Renzuto Iodice ·
Sub ucciso dalle eliche a Lampedusa: cos'è l'omicidio nautico e cosa dicono davvero le regole del mare
Cristiano Daniele Giamporcaro, 29 anni, regista di Caltanissetta, è morto sabato pomeriggio nelle acque di Punta Sottile: era in immersione, con la boa di segnalazione, quando un gommone lo ha travolto. La Procura di Agrigento indaga per omicidio nautico, il reato introdotto nel 2023. Ricostruiamo i fatti, la legge e le regole che dovrebbero proteggere chi va sott'acqua — e il nodo, sempre più discusso, dei controlli.
Doveva essere un pomeriggio di vacanza come tanti. Si è trasformato in una tragedia che riapre una questione nota a chiunque frequenti il mare d'estate: la convivenza, sempre più difficile, tra chi si immerge e chi naviga. Sabato 8 agosto, nel tardo pomeriggio, Cristiano Daniele Giamporcaro, 29 anni, originario di Caltanissetta, è morto nelle acque di Punta Sottile, a Lampedusa, travolto da un gommone mentre era in immersione. Secondo quanto riportato da Sky TG24, il giovane era in apnea, senza bombole, per una battuta di pesca, e aveva segnalato la propria presenza con l'apposita boa. Con lui c'era la fidanzata, che dopo il bagno era tornata a riva.
La dinamica e il racconto della testimone
La ricostruzione è ancora in corso, e va quindi raccontata al condizionale. Stando alle prime informazioni, il gommone — con a bordo due turisti milanesi, frequentatori abituali dell'isola — non avrebbe notato la boa di segnalazione e avrebbe travolto il giovane. Le eliche gli avrebbero quasi reciso un braccio: tra le prime ipotesi c'è la morte per dissanguamento, ma saranno gli esami disposti dalla Procura a stabilire le cause esatte del decesso. Una donna presente nella baia ha raccontato di aver visto la fidanzata della vittima cercarlo con lo sguardo dalla riva, e un gommone con due persone recuperare la boa. È stata lei, capito che qualcosa non andava, a raggiungere la ragazza con la propria barca e a far scattare i soccorsi. Il corpo è stato recuperato da un'unità della Guardia Costiera con il supporto di un'imbarcazione privata specializzata. I due occupanti del natante sono stati ascoltati dalla Capitaneria di porto: al momento risultano indagati, e per loro vale — va ricordato — la presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo delle responsabilità.
Chi era Cristiano Giamporcaro
Ventinove anni, nisseno, Giamporcaro era un giovane regista. Allievo della sede siciliana del Centro Sperimentale di Cinematografia, nel 2023 aveva partecipato con il documentario "La ricomparsa delle lucciole" alla sezione internazionale del Festival dei Popoli di Firenze, e aveva insegnato alla Summer School della Strada degli Scrittori. L'Università di Palermo, dove insegna la madre, già assessore alla Cultura del Comune di Caltanissetta, ha espresso pubblicamente il proprio cordoglio.
Cos'è l'omicidio nautico
La Procura di Agrigento ha aperto un fascicolo ipotizzando il reato di omicidio nautico. È una fattispecie recente: l'ha introdotta la legge 138 del 26 settembre 2023, in vigore dal 25 ottobre dello stesso anno, che ha riscritto l'articolo 589-bis del codice penale estendendo alla navigazione la disciplina già prevista per l'omicidio stradale. Prima di quella legge, chi causava la morte di una persona alla guida di un'imbarcazione rispondeva di semplice omicidio colposo, con pene che nei casi base potevano fermarsi a pochi mesi; alla guida di un'auto, per lo stesso esito, si rischiavano fino a 18 anni. Una disparità che il Parlamento ha deciso di colmare dopo alcuni casi che avevano segnato l'opinione pubblica, a partire dall'incidente del lago di Garda del giugno 2021, quando due giovani furono uccisi da un motoscafo condotto da due turisti stranieri. Oggi chi cagiona per colpa la morte di una persona violando le norme sulla navigazione rischia la reclusione da 2 a 7 anni. Le pene salgono sensibilmente in caso di guida in stato di ebbrezza o sotto sostanze, se manca la patente nautica quando prescritta o l'assicurazione obbligatoria, e in caso di fuga del conducente l'aumento va da un terzo a due terzi, con un minimo di 5 anni.
Le regole che dovrebbero proteggere i sub
Le norme, sulla carta, esistono e sono chiare. Chi si immerge ha l'obbligo di segnalarsi con la boa munita di bandiera rossa con striscia diagonale bianca, e di mantenersi entro un raggio limitato dal segnale. Chi naviga, specularmente, ha l'obbligo di tenersi a distanza di sicurezza dalle boe: le ordinanze delle Capitanerie di porto prescrivono di norma almeno un centinaio di metri. A queste si aggiungono i limiti di velocità sotto costa e le fasce riservate alla balneazione. C'è però un elemento strutturale che alimenta il dibattito: per condurre un natante entro i limiti di potenza previsti dalla legge non serve alcuna patente nautica. Significa che una parte consistente dei mezzi che affollano le coste italiane in agosto è guidata da persone che non hanno mai sostenuto un esame sulle regole della navigazione.
Il nodo dei controlli
Ed è qui che si concentrano i commenti che stiamo ricevendo in queste ore da molti di voi: le regole ci sono, ma chi le fa rispettare? La Guardia Costiera intensifica ogni estate l'operazione Mare Sicuro, con pattugliamenti e sanzioni. Ma il rapporto tra mezzi di controllo disponibili e decine di migliaia di natanti in acqua nelle settimane di punta resta, nei fatti, sbilanciato — ed è la ragione per cui, da anni, le associazioni dei subacquei e degli operatori del diporto chiedono più pattugliamenti nelle aree di immersione, sanzioni effettive sulle distanze di sicurezza e una riflessione sull'obbligo di formazione per chi conduce qualsiasi mezzo a motore. La legge sull'omicidio nautico è nata per punire più severamente chi sbaglia. La domanda che questa vicenda ripropone è se, accanto alla punizione, il sistema stia facendo abbastanza per prevenire.
Cosa succede ora
Nei prossimi giorni sarà eseguita l'autopsia disposta dal pubblico ministero, mentre la Capitaneria completa la ricostruzione della dinamica: rotte, velocità, posizione esatta della boa, visibilità. Solo al termine degli accertamenti sarà possibile stabilire eventuali responsabilità. Continueremo a seguire il caso, attenendoci come sempre ai fatti verificati.
Fonti:
- Sky TG24
- Repubblica Palermo
- legge 26 settembre 2023 n. 138 (G.U. n. 237)
- Il Sole 24 Ore
- Il Fatto Quotidiano