Iattualità · Economia · di Andrè Renzuto Iodice ·
La spesa del supermercato si paga a rate: cosa c'è dietro e perché Banca d'Italia guarda con attenzione
Da inizio agosto una catena romana permette di rateizzare il carrello direttamente in cassa tramite Klarna, e a settembre il servizio dovrebbe arrivare in una delle più grandi insegne italiane. Il "compra ora, paga dopo" vale ormai quasi 10 miliardi di euro l'anno nel nostro Paese, ma applicato alla spesa alimentare cambia natura: non più un acquisto occasionale da dilazionare, ma un debito che si rinnova ogni settimana. Da novembre entreranno in vigore le nuove regole europee.
La notizia è di quelle che segnano un passaggio culturale prima ancora che commerciale. Come riportato da Il Post, dall'inizio di agosto Pewex, catena di supermercati romana con 39 punti vendita tra città e provincia, ha iniziato ad accettare pagamenti rateali tramite Klarna anche alla cassa fisica: si comunica l'intenzione di pagare a rate, si completa l'operazione sull'app del supermercato, e il carrello si dilaziona. Secondo quanto dichiarato dalla stessa Klarna, a settembre il servizio debutterà anche in una delle maggiori catene della grande distribuzione italiana, il cui nome non è stato ancora reso noto. È l'ultimo tassello dell'espansione del cosiddetto Buy Now Pay Later (BNPL), il modello "compra ora, paga dopo" che negli ultimi anni si è esteso dall'elettronica all'abbigliamento, fino ad arrivare a multe, bollette e ora al cibo.
Come funziona il modello
Il meccanismo si regge su un accordo a tre. Quando il cliente sceglie il pagamento dilazionato, il venditore riceve dalla piattaforma l'intera somma entro un paio di giorni, al netto di una commissione; il cliente rimborsa poi le rate alla piattaforma, in genere senza interessi né spese, tramite addebito automatico sulla propria carta. Nel caso di Klarna — società svedese nata nel 2005, presente in 26 Paesi con oltre 118 milioni di utenti attivi e titolare dal 2017 di una licenza bancaria europea — le formule vanno dal pagamento posticipato a 30 giorni alle tre rate senza interessi, fino a finanziamenti più lunghi, questi sì con interessi variabili. Il punto commerciale è chiaro: il venditore accetta di pagare la commissione perché la rateizzazione aumenta in media sia lo scontrino sia il numero di clienti che concludono l'acquisto. I ricavi ulteriori delle piattaforme arrivano da penali sui ritardi, finanziamenti lunghi e servizi in abbonamento. Il punto critico è altrettanto chiaro: per attivare il servizio basta un'app e una carta associata. Nessuna busta paga, nessuna dichiarazione dei redditi, nessuna verifica strutturata del reddito.
I numeri: un mercato da quasi 10 miliardi
Il fenomeno non è più una nicchia. Secondo l'Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, nel 2025 il transato BNPL in Italia ha raggiunto 9,9 miliardi di euro, in crescita del 45% sull'anno precedente; nel 2021 valeva appena 1 miliardo. L'online fa la parte del leone, ma è il canale fisico quello in più rapida trasformazione: da 1,5 a 2 miliardi di transato in un anno. Lo strumento è utilizzato dal 17% degli italiani e, secondo le indagini campionarie di Banca d'Italia, la quota di famiglie che vi ha fatto ricorso è passata dal 4% del 2022 al 30% del 2025, sebbene circa due terzi lo usino solo occasionalmente. A livello globale, il Global Payment Report di Worldpay stima un comparto da 342 miliardi di dollari nel 2024, pari al 5% delle transazioni e-commerce mondiali.
Perché la spesa alimentare è un caso diverso
Un paio di jeans si compra ogni tanto. La spesa si fa ogni settimana. È questa la differenza sostanziale che rende il supermercato, nelle parole di Matteo Risi, ricercatore senior dell'Osservatorio del Politecnico di Milano intervistato da Il Post, una delle categorie da sempre considerate più "sensibili" dagli stessi operatori del settore. Il motivo è aritmetico. Se si rateizza una spesa ricorrente, il sollievo economico dura poco: secondo l'analisi di Risi, circa due mesi e mezzo. Dopo, le rate delle spese di 30, 60 e 90 giorni prima si sovrappongono, e ci si ritrova a versare ogni settimana l'equivalente di una spesa intera — solo spostata in avanti nel tempo. Il risultato non è un risparmio, ma una condizione di indebitamento continuo con meno controllo sulle proprie uscite.
Chi lo usa e chi rischia: due letture a confronto
Sul profilo di rischio del BNPL le valutazioni non coincidono, ed è corretto riportarle entrambe. In una nota di stabilità finanziaria pubblicata a marzo, Banca d'Italia ha segnalato che le analisi condotte su Stati Uniti ed Europa evidenziano la fragilità finanziaria di una parte degli utilizzatori: i pagamenti dilazionati crescono soprattutto tra persone con redditi medio-bassi, pochi risparmi e debiti già in essere. A preoccupare è anche la possibilità, oggi difficile da monitorare per gli stessi operatori, che un utente attivi piani di rateizzazione su più piattaforme contemporaneamente. Di segno diverso la lettura di CRIF, secondo cui l'indice di rischiosità del BNPL in Italia resta significativamente inferiore a quello dei prestiti finalizzati tradizionali di piccolo importo, e lo strumento funziona anche da fattore di inclusione finanziaria per chi non ha una storia creditizia. Un dato però accomuna le due analisi: gli utenti percepiscono il BNPL come una semplice modalità di pagamento, non come una forma di credito. Ed è esattamente qui che si concentra l'attenzione del regolatore.
La posizione di Klarna
Interpellata da Il Post, Klarna sostiene che la collaborazione con i supermercati sia pensata principalmente per il pagamento in un'unica soluzione tramite app, e che la rateizzazione della spesa serva soprattutto a gestire uscite straordinarie — le festività, le vacanze — più che il carrello di tutte le settimane. La società afferma inoltre di effettuare controlli su ogni transazione, di bloccare il servizio a chi salta una scadenza fino alla regolarizzazione del saldo e di applicare un tetto all'importo complessivo dei piani attivi per ciascun cliente.
Cosa cambia da novembre
Il quadro normativo è comunque destinato a cambiare. Da novembre 2026 entrerà in vigore la seconda direttiva europea sul credito al consumo (CCD2), che farà rientrare la maggior parte delle operazioni BNPL nella disciplina del credito al consumo regolamentato: significa obblighi più stringenti di trasparenza e, soprattutto, di valutazione del merito creditizio prima della concessione. Banca d'Italia sta definendo in queste settimane le regole attuative per il mercato italiano e, secondo l'istituto, un'applicazione rigorosa delle nuove norme potrà rafforzare la tutela dei consumatori e contenere i rischi per la stabilità finanziaria. La partita, in fondo, è tutta qui: uno strumento nato per dilazionare l'acquisto occasionale sta entrando nella spesa quotidiana, il terreno dove i suoi vantaggi si assottigliano e i suoi rischi si moltiplicano. Le nuove regole europee arrivano appena in tempo per accompagnare questo passaggio. Se saranno sufficienti, lo diranno i dati dei prossimi anni.
Fonti:
- Il Post
- Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano
- Banca d'Italia (Note di stabilità finanziaria e vigilanza n. 50, marzo 2026)
- CRIF Market Outlook BNPL
- Worldpay Global Payment Report 2025.