Iattualità · Economia · di Andrè Renzuto Iodice ·
Va tutto bene, dice il governo. Poi la manovra presenta il conto a scuola, pensioni e sanità
La legge di bilancio 2027 prevede quasi settemila posti in meno nella scuola, una rivalutazione ridotta per le pensioni sopra i 2.447 euro e un aumento per la sanità inferiore a quello chiesto dal ministro della Salute, mentre l'Istat registra un PIL fermo nel terzo trimestre. Letti insieme, i numeri raccontano una scelta precisa: la stabilità dei conti prima dei servizi, con un debito che costa più di 280 milioni al giorno di soli interessi.
Da una parte c'è il racconto: l'Italia è stabile, l'occupazione è ai massimi storici, lo spread è basso, il PIL cresce. Dall'altra c'è un testo di 157 articoli, approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre e ora all'esame del Parlamento, che vale circa 26 miliardi e contiene tagli agli organici della scuola, una stretta sulla rivalutazione delle pensioni e un finanziamento della sanità giudicato insufficiente da Regioni, medici e perfino dal ministro competente. Le due cose non si escludono.
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