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Lo Stato ti ferma per un sospetto, ma non ti aiuta a fare il pieno

In due giorni il governo ha scritto un decreto per Milano. In cinque giorni non ha ancora sbloccato un casello al Sud. Non è una provocazione, è un calendario. Sabato 17 e domenica 18 ottobre una manifestazione convocata sui social contro il carovita si è trasformata in guerriglia tra piazza Duomo e via Torino: 271 persone portate in questura, 220 delle quali minorenni, 14 agenti feriti e circa un milione di euro di danni secondo Confcommercio. Martedì 20 il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto su sicurezza e criminalità minorile, e la presidente del Consiglio lo ha annunciato con un video di oltre sei minuti pubblicato sui social prima ancora della conferenza stampa con i ministri Nordio e Piantedosi. Nelle stesse ore, a Procida, la benzina sarebbe ormai agli sgoccioli.

Lo Stato ti ferma per un sospetto, ma non ti aiuta a fare il pieno

Cosa c'è nel decreto

Il cuore del provvedimento è un reato nuovo, che Giorgia Meloni ha chiamato "partecipazione violenta a una manifestazione": fino a cinque anni di carcere e ventimila euro di multa per chi, in un gruppo di almeno cinque persone, usa pietre, petardi o bastoni, con pene più alte per chi ha il volto coperto. Per chi organizza o promuove questi gruppi, anche online, il ministro Nordio ha parlato di una pena da quattro a dodici anni. Il fermo preventivo, finora riservato agli adulti, si potrà applicare anche ai minorenni. Sulla sua durata le versioni non coincidono: le bozze circolate prima del Consiglio parlavano di un'estensione da dodici a ventiquattro ore, mentre fonti parlamentari citate da Sky TG24 sostengono che le ventiquattro ore sarebbero state tolte dal testo finale. Per i ragazzi tra i quattordici e i diciotto anni cambia la presunzione: non sarà più lo Stato a dover dimostrare che il minore capiva quello che faceva. I genitori rischiano una sanzione da cinquecento a mille euro. I cinquecento militari in più a Milano, annunciati da Lega e Forza Italia, sono un rafforzamento dell'operazione Strade sicure e non stanno nel decreto. Era prevista anche una norma che dava ai soldati poteri di polizia giudiziaria per tre mesi: è saltata dopo le perplessità del Quirinale, che secondo Il Fatto Quotidiano avrebbe giudicato l'esercito nelle città più adatto a una dittatura militare che a una democrazia. Secondo Geopop è il sesto provvedimento di questo tipo dal 2022, dopo i decreti rave, Cutro, Caivano e i due decreti sicurezza precedenti.


Cosa c'è ai caselli

L'altra piazza non ha un nome di piazza. Sono le barriere di Napoli Nord sulla A1, il nodo con la A30 Caserta-Salerno, il varco Bausan del porto di Napoli, la A16 in Campania al terzo giorno di blocco, i presidi calabresi al quinto. Gli autotrasportatori protestano contro un gasolio che il 17 ottobre, secondo i dati del ministero delle Imprese ripresi dall'ANSA, costava in media 2,257 euro al litro sulla rete ordinaria e quasi 2,30 in autostrada. La protesta è partita da Puglia e Calabria e si è allargata a Campania, Sicilia, Basilicata e Molise. Le conseguenze sono arrivate prima di qualunque decreto. A Cosenza i banchi dei freschi sono vuoti, mancano frutta, verdura e latte. A Isernia i discount sono a corto di merce. A Roma il Centro agroalimentare segnala mancate consegne dal Mezzogiorno e prezzi all'ingrosso in salita: i pomodori ciliegini sopra i cinque euro al chilo, i datterini a sette e mezzo, con il grappolo che arriva dall'Albania e i peperoni dalla Spagna. Sulle isole la situazione è la più fragile. La nave che porta il carburante per auto e riscaldamento a Ischia e Procida martedì mattina non è partita da Pozzuoli perché le autocisterne non hanno lasciato i depositi. A Procida la benzina sarebbe vicina all'esaurimento, a Ischia le scorte basterebbero per quarantotto o settantadue ore, e Caremar ha chiesto a Prefettura e Regione un piano di emergenza per non fermare i traghetti da giovedì. L'ultima consegna regolare di alimentari alle isole risale al venerdì precedente.


I soldi che c'erano già

Lunedì 20 ottobre il ministro Salvini ha incontrato le sigle dell'autotrasporto a Milano. Il risultato, secondo il viceministro Rixi, è un pacchetto da circa un miliardo: 480 milioni subito, nuove risorse per settembre e ottobre e un credito d'imposta che arriverà nel 2027. Ma i 480 milioni, come ha detto lo stesso Salvini, erano "già a bilancio": sono i contributi per le domande presentate fino al 30 agosto, cioè soldi stanziati e non ancora erogati, che il governo promette di pagare entro la settimana. La Sicilia ha revocato il fermo in attesa della firma degli impegni. La Calabria, secondo Fedralog, va avanti fino al 27 ottobre. In Campania e Molise i blocchi continuano.


Le ragioni del governo

Sarebbe sbagliato raccontare questa storia come se il governo non avesse argomenti. A Milano sono stati feriti quattordici agenti e devastate decine di vetrine, e la presidente del Consiglio ha ragione quando dice che nessuno può minimizzare. Chi ha spaccato deve pagare, e il consenso su questo è trasversale. Anche sui tempi c'è una spiegazione: un decreto penale non costa nulla al bilancio, mentre un taglio delle accise sul gasolio costa centinaia di milioni al mese e va trovato in una legge di bilancio già in discussione. Il governo, inoltre, un tavolo lo ha aperto e dei soldi li ha promessi. Resta che la risposta a una piazza è arrivata in quarantotto ore con un video, una conferenza stampa e un reato nuovo, e la risposta all'altra è arrivata al quinto giorno con fondi che erano già in cassa.


La domanda che resta

Il decreto non risolve il carovita che ha portato i ragazzi in piazza Duomo, e nessuno lo sostiene. I 480 milioni non abbassano il gasolio di un centesimo per chi fa il pieno a Ischia. Le due piazze hanno la stessa origine, i prezzi, e hanno ricevuto risposte di natura diversa: una penale, immediata e comunicata con enfasi; l'altra amministrativa, lenta e fatta di risorse già esistenti. Si può pensare che sia giusto così, perché la violenza va fermata prima di tutto. Si può pensare che sia una questione di priorità sbagliate. I dati dicono soltanto che lo Stato ha mostrato di saper correre, e che ha scelto su cosa farlo. Il giudizio su quella scelta spetta a chi oggi aspetta un traghetto o guarda uno scaffale vuoto.



Fonti:

  • Sky TG24, 20 ottobre 2026, diretta sugli scontri di Milano e sul Consiglio dei ministri;
  • ANSA, 20 ottobre 2026, "Stretta sui minori dopo le violenze";
  • Il Fatto Quotidiano, 20 ottobre 2026, "Nasce il reato di partecipazione violenta a una manifestazione";
  • Quotidiano.net, 20 ottobre 2026, "Meloni: fermo preventivo anche per i minori";
  • Geopop, 20 ottobre 2026, "Scontri a Milano, in arrivo nuovo decreto sicurezza";
  • ANSA, 20 ottobre 2026, "Governo promette un miliardo ai camionisti, ma i blocchi continuano";
  • Euronews, 19 ottobre 2026, "Autotrasportatori in protesta al Sud contro caro carburanti";
  • 2A News, 20 ottobre 2026, "Protesta autotrasportatori, tensioni a Napoli e allarme rifornimenti: Ischia e Procida a rischio";
  • Il Fatto Quotidiano, 20 ottobre 2026, "Gli scaffali di Roma si svuotano per le proteste degli autotrasportatori";
  • LaC News24, ottobre 2026, "A Cosenza carenze nei supermercati";
  • ANSA, 17 ottobre 2026, prezzi medi dei carburanti (dati Mimit, Osservatorio prezzi).

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