Iattualità · Economia · di ·

Eni, il tetto alla benzina e i tre miliardi: anatomia di un regalo che costa poco

Il 23 ottobre Eni ha diffuso due notizie a poche ore di distanza. La prima: l'utile netto del terzo trimestre è salito a 3,2 miliardi di euro, contro gli 803 milioni dello stesso periodo del 2025. La seconda: il tetto ai prezzi di benzina e gasolio nelle stazioni Enilive resterà in vigore fino alla fine dell'anno. Lette separatamente sono una buona trimestrale e un gesto verso i clienti. Lette insieme raccontano un'altra storia, che vale la pena ricostruire con i numeri alla mano.

Eni, il tetto alla benzina e i tre miliardi: anatomia di un regalo che costa poco

Due comunicati, un solo giorno

La trimestrale è arrivata al mattino. Utile netto adjusted a 2,8 miliardi, in crescita del 125 per cento. Utile operativo proforma adjusted a 5,99 miliardi, il doppio dei 3 miliardi di un anno prima. Nei primi nove mesi del 2026 l'utile netto contabile è arrivato a 7,59 miliardi, più 202 per cento. Il consiglio di amministrazione ha deliberato un dividendo straordinario di 0,46 euro per azione, circa 1,3 miliardi che saranno distribuiti a dicembre, e ha portato il programma di riacquisto di azioni proprie a 3,8 miliardi, quasi il triplo degli 1,5 miliardi previsti a inizio anno. Nel pomeriggio l'amministratore delegato Claudio Descalzi ha confermato ai giornali che il price cap sui carburanti sarà mantenuto fino a dicembre, con un livello da rivedere mese per mese. Il costo stimato dell'operazione, tra politiche di contenimento e tetti, sarebbe di circa 700 milioni di euro da marzo a fine anno.


Da dove arrivano i tre miliardi

È il punto che spesso si perde. Eni non ha guadagnato di più perché ha venduto più benzina agli automobilisti italiani. Ha guadagnato di più perché estrae petrolio e gas e perché raffina. Nel trimestre il Brent ha avuto una media di 97 dollari al barile contro i 69 di un anno prima, un rialzo del 40 per cento legato alla crisi di Hormuz. Il prezzo medio di realizzo degli idrocarburi del gruppo è salito del 33 per cento. L'indicatore del margine di raffinazione usato da Eni è passato da 8,9 a 28,1 dollari al barile, più che triplicato. A questo si sono aggiunti una produzione in crescita del 7 per cento, a 1,83 milioni di barili equivalenti al giorno, e un tax rate sceso dal 42 al 32 per cento. In altre parole, la stessa crisi geopolitica che spinge il pieno sopra i due euro al litro riempie i conti di chi il petrolio lo estrae e lo lavora. Non è un'accusa, è il funzionamento del mercato. Ma è un dato che il comunicato sul tetto non menziona.


Quanto vale davvero il tetto

Il price cap è partito il 28 settembre con una durata iniziale di 30 giorni: 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 per il gasolio, circa 17 centesimi sotto la media nazionale di allora. Dal 6 ottobre il tetto sul gasolio è salito a 2,25 euro. Il motivo ufficiale è la fine dello sconto sulle accise, 6,1 centesimi al litro IVA compresa, che Eni ha trasferito sul prezzo invece di assorbirlo. Secondo i rilevamenti riportati il 21 ottobre, il gasolio self costava in media 2,259 euro al litro sulla rete stradale e la benzina 2,026. Significa che sul gasolio il tetto oggi varrebbe meno di un centesimo al litro, circa 45 centesimi su un pieno da 50 litri. Sulla benzina lo sconto sarebbe di circa 3-4 centesimi. Il tetto, inoltre, è un prezzo massimo e non un prezzo fisso: Eni ha chiarito che il livello sarà valutato in base al mercato e alle forniture, quindi fino a dicembre è garantito il principio, non la cifra. Va detto che a settembre lo sconto era reale e che gli analisti di Banca Akros avevano stimato in circa 100 milioni il mancato incasso lordo del primo mese. Il regalo, insomma, è esistito. È diventato più piccolo man mano che il mercato si è avvicinato al tetto.


Settecento milioni contro cinque miliardi

Mettiamo le cifre una accanto all'altra. Il sacrificio dichiarato per il tetto è di circa 700 milioni in dieci mesi. La remunerazione aggiuntiva decisa lo stesso giorno per gli azionisti vale 1,3 miliardi di dividendo straordinario più 3,8 miliardi di riacquisto di azioni: 5,1 miliardi, oltre sette volte il costo del tetto. Non è illegittimo, e un'azienda quotata ha il dovere di remunerare chi investe. Ma la proporzione dice molto su quale delle due notizie pesi davvero nel bilancio e quale serva soprattutto alla reputazione.


Il nodo della concorrenza

C'è poi un effetto che il comunicato sul tetto presenta come un costo e che potrebbe essere anche un vantaggio. Enilive conta circa 4.000 punti vendita, un quinto dei 22 mila distributori italiani. Un prezzo massimo pubblicizzato a livello nazionale, in una fase in cui ogni centesimo conta, è anche un motivo per scegliere una pompa invece di un'altra. La Figisc, la federazione dei gestori, ha parlato di un'operazione che rischierebbe di tradursi in concorrenza sleale verso gli operatori indipendenti, che non hanno le spalle di una major per assorbire margini negativi. IP, controllata dall'azera Socar, ha risposto con un tetto progressivo sulla propria rete, e Q8 ha annunciato misure analoghe. Il mercato si è mosso perché Eni si è mossa per prima. Se il tetto abbia davvero spostato clienti verso le stazioni Enilive non è ancora misurabile: i volumi di vendita del trimestre non sono stati resi noti. Ma la domanda è legittima e nessuno l'ha posta.


Le ragioni di Eni

Sarebbe scorretto fermarsi qui. Il tetto non è stato imposto da nessuna legge: Eni lo ha scelto quando il governo stava ancora convocando le compagnie in prefettura, e Palazzo Chigi ha apprezzato pubblicamente la mossa. Il direttore finanziario Francesco Gattei ha spiegato agli analisti che sostenere i clienti è una priorità per chi si occupa di bisogni fondamentali come l'energia. Il gruppo ha esteso lo sconto anche ai carburanti per agricoltura e pesca. E c'è un dettaglio che cambia la prospettiva sul dividendo: lo Stato, direttamente e attraverso Cassa Depositi e Prestiti, è il primo azionista di Eni con circa un terzo del capitale. Una parte consistente di quei 5,1 miliardi torna quindi nelle casse pubbliche. Chi dice che Eni fa beneficenza esagera; chi dice che la fa solo per immagine dovrebbe spiegare perché i concorrenti non l'hanno fatta prima.


La domanda che resta

Il problema non è che Eni guadagni. È che la comunicazione del tetto, arrivata lo stesso giorno di una trimestrale eccezionale, abbia prodotto titoli sul gesto verso i clienti e meno attenzione sulla proporzione tra il gesto e i profitti. Un'azienda a controllo pubblico, che beneficia di una crisi internazionale per via del prezzo del greggio, ha deciso di restituire ai consumatori circa 700 milioni e agli azionisti 5,1 miliardi. Sono scelte legittime, prese nel rispetto delle regole. Ma vanno chiamate con il loro nome: una politica commerciale, non una donazione. E quando il tetto sul gasolio vale meno di un centesimo al litro, il minimo che si possa chiedere è di non presentarlo come uno sforzo che cambia la vita di chi fa il pieno. Il mercato deciderà se il tetto è servito a Eni più di quanto sia servito agli automobilisti. I numeri del quarto trimestre, a febbraio, diranno quanto è costato davvero. Fino ad allora il giudizio spetta a chi, ogni settimana, paga il conto alla pompa.



Fonti:

  • Milano Finanza, Eni, utile di 2,8 miliardi nel terzo trimestre, 23 ottobre 2026: https://www.milanofinanza.it/news/eni-utile-di-2-8-miliardi-nel-terzo-trimestre-120-agli-azionisti-dividendo-straordinario-di-0-46-202610230750213117
  • Today.it, Eni, utile più che raddoppiato nel terzo trimestre, 23 ottobre 2026: https://www.today.it/economia/finanza/eni-utili-2026-chi-guadagna.html
  • Borsa&Finanza, Eni, utile raddoppiato e cedola extra, 23 ottobre 2026: https://borsaefinanza.it/eni-trimestrale-utile-dividendo-straordinario-buyback/
  • Il Sole 24 Ore, Carburanti, Eni manterrà un tetto sui prezzi fino a fine anno, 23 ottobre 2026: https://www.ilsole24ore.com/art/carburanti-eni-manterra-tetto-prezzi-gasolio-e-benzina-fino-fine-anno-AJDfUusB
  • Milano Finanza, Eni estende il tetto ai prezzi di gasolio e benzina fino alla fine dell'anno, 23 ottobre 2026: https://www.milanofinanza.it/news/eni-il-tetto-ai-prezzi-di-gasolio-e-benzina-restera-fino-a-fine-anno-202610231818244334
  • Sky TG24, Carburanti, da oggi tetto Eni. Anche Socar applicherà limiti ai prezzi su rete IP, 27 settembre 2026: https://tg24.sky.it/economia/2026/09/27/prezzi-carburanti-tetto-eni-concorrenza-sleale
  • MondoMobileWeb, Enilive, il tetto del gasolio sale già, 6 ottobre 2026: https://www.mondomobileweb.it/327671-enilive-il-tetto-del-gasolio-sale-gia-cambia-il-price-cap-annunciato-per-30-giorni/
  • Virgilio Notizie, Eni conferma il tetto ai prezzi di benzina e diesel fino a fine 2026, 23 ottobre 2026: https://www.virgilio.it/notizie/eni-conferma-il-tetto-ai-prezzi-di-benzina-e-diesel-fino-a-fine-2026-l-annuncio-sul-price-cap-prolungato-1791445
  • Tuttonotizie, Tetto prezzi Eni fino a fine anno: gasolio a 2,25 euro, 23 ottobre 2026: https://tuttonotizie.eu/economia-lavoro/tetto-prezzi-eni-fino-a-fine-anno-gasolio-a-225-euro-appena-1-centesimo-sotto-la-media-nazionale/


Altri articoli in Economia