Iattualità · Attualità · di ·

Trenta chili di cane in cabina: cosa cambia davvero dal 3 agosto sui voli italiani

ITA Airways ha avviato il servizio "Large Dog On Board", che consente ai cani fino a trenta chilogrammi di viaggiare in cabina senza trasportino su una selezione di voli di linea nazionali. La vendita è partita il 29 luglio 2026, l'operatività è fissata al 3 agosto. Il servizio è prenotabile attraverso il Customer Information Assistance Office della compagnia, con almeno quattro giorni di anticipo rispetto alla data del volo. Non è un dettaglio di costume. È il punto di arrivo di una revisione regolamentare che riguarda uno spazio chiuso e pressurizzato dal quale, per definizione, nessuno può allontanarsi.

Trenta chili di cane in cabina: cosa cambia davvero dal 3 agosto sui voli italiani

Cosa prevede il servizio

Il perimetro operativo è più stretto di quanto la notizia lasci intendere. Nella prima fase sono ammessi al massimo due cani di grossa taglia per volo: uno fino a trenta chilogrammi in classe Business, uno fino a quindici chilogrammi in classe Economy. Nei primi due mesi dal lancio i cani di taglia standard, quelli fino a dieci chilogrammi, saranno al massimo due, ammessi solo in Economy e collocati ad almeno otto file di distanza dagli animali di grossa taglia. Superata questa fase iniziale, il numero dei cani di taglia standard potrebbe salire a quattro. Il servizio non riguarda l'intero network: valgono soltanto i collegamenti nazionali contrassegnati come voli "Large Dog". Su tutti gli altri restano in vigore le regole precedenti, con obbligo di trasportino per gli animali di piccola taglia. La compagnia ha indicato l'intenzione di estendere progressivamente il servizio ad altri voli nazionali e, in prospettiva, a quelli internazionali, subordinando l'ampliamento alla revisione di limiti e procedure da parte degli enti regolatori competenti.

Il quadro fissato da ENAC

L'operazione è resa possibile dall'autorizzazione dell'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile, che ha aggiornato le disposizioni sul trasporto degli animali a bordo. Le indicazioni dell'Autorità stabiliscono un numero massimo di animali per volo compreso tra due e sei a seconda della configurazione dell'aeromobile, con un tetto complessivo di sei unità per i voli commerciali nazionali. Nel conteggio rientrano sia i cani di taglia media o grande senza contenitore sia quelli di piccola taglia trasportati nel trasportino: un volo può quindi risultare abilitato ma privo di disponibilità residua. Le stesse disposizioni prevedono che i vettori possano adottare zone di separazione all'interno della cabina, consentire il cambio posto ai passeggeri allergici o che manifestino timore verso gli animali, e informare preventivamente chi viaggia della presenza di cani a bordo. Sono strumenti che, sulla carta, dovrebbero assorbire buona parte dei potenziali attriti. Quanto funzioneranno nella pratica è materia che solo i primi mesi di esercizio potranno chiarire.

Come ci siamo arrivati

Il percorso è stato graduale e documentato. Il 23 settembre 2025 ITA Airways ha effettuato un volo dimostrativo di linea da Milano Linate a Roma Fiumicino, durante il quale due cani di grossa taglia hanno viaggiato in cabina senza trasportino, con l'obiettivo di verificare procedure, posizionamento e compatibilità con le normali attività di bordo. Il 27 febbraio 2026 Aeroitalia ha operato un Roma Fiumicino-Palermo con volo di ritorno, trasportando in cabina due cani di taglia medio-grande senza contenitore, in applicazione delle disposizioni ENAC. Nel frattempo il limite di peso, inizialmente ipotizzato a venticinque chilogrammi, è stato portato a trenta: cinque chili che ampliano in modo significativo la platea, includendo numerose razze di taglia media fino a quel momento escluse per pochi chili.

Il confronto europeo che quasi nessuno fa

È il dato che colloca la notizia nella giusta prospettiva. Air France, Lufthansa, KLM e Vueling consentono in via generale il trasporto in cabina di cani e gatti, ma soltanto all'interno del trasportino e con un peso complessivo, animale più borsa, che di norma oscilla tra gli otto e i dieci chilogrammi. Esistono eccezioni: alcuni vettori, come la francese La Compagnie, hanno introdotto servizi dedicati che ammettono cani di dimensioni maggiori su rotte specifiche. Ma la soglia dei trenta chilogrammi senza contenitore, su voli di linea, rappresenta una delle aperture più ampie oggi praticate. Per questo la formula corretta è che si tratta di una prima assoluta nel panorama dell'aviazione commerciale italiana, e di un passo che nessun grande vettore europeo aveva finora compiuto in questa misura.

Due ragioni che non si incontrano

Attorno a questa misura si fronteggiano due posizioni che difficilmente troveranno una sintesi, e che meritano entrambe di essere prese sul serio. Da un lato ci sono le famiglie che viaggiano con un animale. Per loro, fino a ieri, l'alternativa era secca: rinunciare al viaggio, oppure affidare il cane alla stiva, con lo stress e i rischi che il trasporto in stiva comporta per gli animali di taglia media e grande. La possibilità di volare insieme rimuove un vincolo reale, non un capriccio. Dall'altro lato ci sono i passeggeri allergici e quelli che provano un timore concreto verso i cani, incluse le persone che hanno subito aggressioni. Per loro un volo è un'ora o più trascorsa in un ambiente confinato, senza possibilità di allontanarsi, con un ricircolo d'aria condiviso. Il cambio posto e le zone di separazione mitigano il problema, non lo annullano, soprattutto sui voli con elevato coefficiente di riempimento dove i posti liberi scarseggiano. Nessuna delle due posizioni è irragionevole, ed è probabilmente questo il motivo per cui il dibattito pubblico su questa notizia risulta così polarizzato.

I nodi ancora aperti

Restano alcune questioni che meritano attenzione nei prossimi mesi. La prima riguarda l'applicazione concreta delle misure di contenimento durante il volo: guinzaglio, eventuale museruola e comportamento dell'animale in fase di turbolenza o durante le procedure di emergenza sono aspetti che le procedure operative dovrebbero disciplinare, e che varrà la pena verificare alla prova dei fatti. La seconda riguarda la gestione dei conflitti a bordo, ossia cosa accade se un passeggero allergico non trova posti alternativi disponibili. La terza riguarda la disciplina della responsabilità in caso di incidenti che coinvolgano l'animale o altri passeggeri. La quarta, più prosaica, riguarda i costi del servizio e il loro impatto sull'effettiva accessibilità della misura. Sono tutti elementi che, allo stato, non risultano dettagliati nella comunicazione pubblica disponibile e che andranno seguiti.

Cosa guardare adesso

I primi due mesi di esercizio funzioneranno di fatto come una fase di collaudo: è in quel periodo che i limiti più stringenti, due cani di taglia standard anziché quattro e la distanza minima di otto file, verranno messi alla prova. Se il modello reggerà, l'estensione ad altri voli nazionali e poi internazionali diventerà probabile, e l'Italia si troverà ad aver fatto da apripista su un terreno che altri regolatori europei osservano con attenzione. Se invece emergeranno criticità significative, la revisione arriverà rapidamente. In entrambi i casi, il dato di partenza resta lo stesso: milioni di famiglie viaggiano con un animale, e la stiva è stata a lungo l'unica risposta disponibile. La domanda che questa misura pone non è se amare o meno i cani, ma se un aereo sia lo spazio adatto a conciliare esigenze legittime e inconciliabili.


Fonti:

  • ANSA, comunicazione sul lancio del servizio "Large Dog On Board", 29 luglio 2026;
  • Il Sole 24 Ore, dettagli operativi e fasi di avvio del servizio, 29 luglio 2026;
  • Euronews, condizioni di prenotazione e confronto con i vettori europei, 29 luglio 2026;
  • ENAC, disposizioni aggiornate sul trasporto di animali a bordo;

Altri articoli in Attualità