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DRONI, SABOTAGGI E OMICIDI MIRATI: L'ESTATE DEGLI ATTACCHI IBRIDI CHE L'EUROPA HA SCELTO DI INCASSARE

Solo ad agosto: un drone con esplosivo a un passo dal disastro aereo a Lipsia, un deposito di armi collegato a omicidi su suolo tedesco, un drone marittimo abbattuto nel Mar Nero, un tentato omicidio sventato in Polonia. Le intelligence occidentali puntano il dito quasi sempre su Mosca. La risposta europea, finora, è una sola: difendersi, minimizzare e non cedere sul sostegno all'Ucraina. Ma l'intelligence americana ha cambiato valutazione, e il capo della CIA è volato a Mosca.

DRONI, SABOTAGGI E OMICIDI MIRATI: L'ESTATE DEGLI ATTACCHI IBRIDI CHE L'EUROPA HA SCELTO DI INCASSARE

UN MESE, QUATTRO EPISODI

L'episodio più grave è avvenuto all'aeroporto di Lipsia, uno degli scali cargo più importanti d'Europa: un drone carico di esplosivo è stato trovato accanto a un aereo merci ucraino, e non è detonato solo per una miccia difettosa. Nelle stesse settimane un secondo drone ha urtato in volo un cargo DHL, che è riuscito ad atterrare in sicurezza a Hannover. In Romania, un caccia ha abbattuto un drone marittimo carico di esplosivo vicino alla piattaforma del gas Neptun Deep, nel Mar Nero, mentre a Varsavia le autorità riferiscono di aver sventato un tentato omicidio. Infine la notizia resa pubblica solo il 21 agosto: un deposito con due armi, trovato nell'estate 2025 in un bosco fuori Berlino, che secondo la valutazione degli investigatori tedeschi sarebbe servito a omicidi mirati di personalità scomode al Cremlino, mai portati a termine. Le intelligence occidentali attribuiscono la gran parte di questi episodi, direttamente o tramite intermediari reclutati online, alla Russia. Mosca ha sempre respinto ogni accusa. Va detto con chiarezza: tutti i procedimenti citati sono in corso e nessuna responsabilità è stata accertata in via definitiva.


I NUMERI DELL'ACCELERAZIONE

Al di là dei singoli episodi, sono i numeri a raccontare la tendenza. Le intrusioni di droni nei 15 principali aeroporti tedeschi sono passate da 101 a 166 in un anno, confrontando i primi sei mesi del 2025 con gli stessi mesi del 2026. Gli attacchi informatici contro infrastrutture e aziende si contano ormai a decine al giorno. Eppure le difese restano piene di buchi: in tutta la Germania, solo gli aeroporti di Francoforte e Monaco dispongono di protezioni considerate adeguate contro i droni. Il resto del sistema — scali minori, ferrovie, reti energetiche, cavi sottomarini — resta in larga parte esposto.


PERCHÉ LA GUERRA IBRIDA CONVIENE A CHI LA FA

Gli attacchi ibridi hanno una caratteristica precisa: restano sotto la soglia che farebbe scattare una risposta militare. Un drone non rivendicato, un incendio doloso, un sabotaggio eseguito da un intermediario reclutato sui social sono azioni difficili da attribuire con certezza giudiziaria, e proprio per questo negabili. Secondo gli analisti citati dalla stampa tedesca e internazionale, l'obiettivo non è vincere un confronto militare ma logorare: testare i tempi di reazione delle difese europee, misurare la coesione dell'alleanza atlantica e spaventare le opinioni pubbliche, alimentando la percezione che il sostegno all'Ucraina abbia un prezzo quotidiano.


LA STRATEGIA EUROPEA: MINIMIZZARE E NON CEDERE

La risposta dei governi europei segue finora una linea doppia. Sul piano retorico, minimizzare: il governo tedesco non ha ancora attribuito ufficialmente le responsabilità degli episodi più gravi, una prudenza motivata — secondo le ricostruzioni della stampa tedesca — dalla volontà di non innescare un'escalation con una potenza nucleare. Sul piano concreto, però, l'Europa non ha ceduto: le sanzioni restano in vigore e gli aiuti militari all'Ucraina continuano. È una postura difensiva per scelta, non per distrazione. Il suo limite è evidente: incassare senza rispondere funziona solo finché le difese reggono, e i numeri di questa estate dicono che i buchi sono più numerosi delle protezioni.


IL SEGNALE AMERICANO

Nel frattempo è cambiata la valutazione dell'intelligence americana: un'incursione russa limitata contro un Paese NATO è oggi considerata più probabile rispetto al passato. Non un'invasione su larga scala, ma un'azione circoscritta pensata per testare la reazione dell'alleanza. In questo quadro va letta la missione del 27 agosto, quando il direttore della CIA è volato a Mosca: secondo alcune fonti per recapitare un avvertimento sulle attività russe nel Baltico, secondo altre per spingere verso un accordo sull'Ucraina. Le due letture non si escludono. Quando i canali riservati si attivano a questo livello, di solito, è perché il tempo delle provocazioni sotto soglia sta finendo — in una direzione o nell'altra.


COSA GUARDARE ADESSO

Tre cose diranno dove va questa storia. La prima è se Berlino romperà il silenzio con un'attribuzione ufficiale, che cambierebbe il piano del confronto. La seconda è la velocità con cui l'Europa colmerà i buchi difensivi, a partire dalla protezione antidrone degli scali. La terza è l'esito del canale aperto tra Washington e Mosca. Fino ad allora, la guerra che non si dichiara continuerà a combattersi così: un drone alla volta, sotto la soglia dell'articolo cinque.


Fonti:

  •  Il Post (29/08/2026)
  • Ansa
  • Süddeutsche Zeitung.
 

Tutti i procedimenti citati sono in corso: nessuna responsabilità è stata accertata in via definitiva. Ultimo aggiornamento: 30 agosto 2026.


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