Iattualità · Geopolitica · di Andrè Renzuto Iodice ·
Bosnia, la missione che pochi conoscevano: perché l'Italia è ancora lì trent'anni dopo la guerra
Quattro militari italiani sono morti il 29 ottobre nello schianto di un Chinook a Brčko, in Bosnia-Erzegovina. Erano parte di Eufor Althea, la missione europea nata nel 2004 che oggi l'Italia comanda e che, il giorno dopo la tragedia, il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha rinnovato all'unanimità.
Fino a giovedì pomeriggio pochi italiani sapevano che a Camp Butmir, alle porte di Sarajevo, c'è un generale italiano al comando di una missione militare europea. Pochi sapevano che in Bosnia-Erzegovina, trent'anni dopo la fine della guerra, ci sono ancora circa 1.500 soldati stranieri, e che tra loro ci sono fanti sardi, elicotteristi di Viterbo e carabinieri. Lo schianto di un CH-47F Chinook nel distretto di Brčko, costato la vita a quattro militari italiani, ha acceso una luce su una presenza che l'Italia garantisce dal 2004 quasi senza che nessuno ne parli.
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