Iattualità · Attualità · di Andrè Renzuto Iodice ·
La bomba di Montecarlo e il cadavere nel bosco: il giallo che imbarazza Kiev
Un ordigno esploso nel Principato di Monaco, una donna in fuga attraverso mezza Europa, il suo corpo ritrovato sepolto in un bosco vicino a Kiev e due uomini legati ai servizi segreti ucraini che si accusano a vicenda. Ecco tutto quello che sappiamo, verificato con i dati, di uno dei casi più intricati degli ultimi anni.
L'ESPLOSIONE NEL CUORE DEL PRINCIPATO
Lunedì 29 giugno, intorno alle 21, uno zaino lasciato nell'atrio di una palazzina residenziale tra il Boulevard d'Italie e la Rue Révérend Père Louis Frolla, a pochi metri dal confine francese, esplode mentre tre persone stanno rientrando in casa. Sono, secondo fonti di polizia e giudiziarie, l'imprenditore di origini ucraine Vadym Iermolaiev, 58 anni, la sua compagna e il figlio tredicenne. I due adulti riportano ferite gravi, in particolare la donna; il ragazzo ferite più lievi. Per Montecarlo, uno degli Stati più videosorvegliati e sicuri al mondo, è uno shock senza precedenti: il principe Alberto II parla di un «atto odioso» e mobilita tutti i servizi pubblici. La Procura del Principato, guidata dal procuratore generale Stéphane Thibault, esclude fin da subito la classificazione di terrorismo e apre un fascicolo per tentato omicidio, associazione a delinquere e detenzione e uso di esplosivi. Un elemento è chiaro dall'inizio: i tre feriti erano le uniche persone presenti nell'edificio in quel momento. Il bersaglio, quindi, sarebbe stato scelto con precisione.
LA DONNA COL TATUAGGIO A FORMA DI SERPENTE
Le telecamere di sorveglianza riprendono la persona che ha lasciato lo zaino: abiti scuri, cappello calato sul volto. Sembra un uomo. Le indagini stabiliranno invece che si tratterebbe di Anastasiia Berezovska, cittadina ucraina di 39 anni residente in Germania. Il 3 luglio l'Interpol diffonde nei suoi confronti un avviso rosso per tentato omicidio, collocamento di ordigno esplosivo in luogo pubblico e associazione a delinquere: la scheda la descrive di lingua tedesca, capelli scuri e un tatuaggio, probabilmente a forma di serpente, sul braccio destro. La sua fuga, ricostruita dagli inquirenti, attraversa mezza Europa: esce dal Principato a piedi verso la Francia, entra in Italia a bordo di un'auto con targa tedesca, prosegue fino in Polonia e da lì, in pullman, raggiunge il 1° luglio Zhytomyr, la sua città natale a ovest di Kiev. Rientra in Ucraina prima ancora che l'Interpol renda pubblico il mandato. Secondo Ukrainska Pravda, la donna aveva lasciato il Paese il 22 marzo 2025. La perquisizione del suo appartamento a Berlino non avrebbe fornito alcun indizio su movente e mandanti. Il vice procuratore monegasco Morgan Raymond, vista la complessità dell'ordigno, ha indicato come probabile che la donna non abbia agito da sola.
IL CORPO NEL BOSCO E I DUE ARRESTATI
La svolta arriva dall'Ucraina. Analizzando tabulati telefonici e conti della donna, gli investigatori dell'SBU risalgono a due uomini che l'avevano contattata e le avevano versato somme anche in criptovalute: Vladyslav Reut, ufficiale in servizio del GUR, l'intelligence militare del ministero della Difesa, e Vitalii Zhykovych, ex agente che avrebbe lavorato fino a poco tempo prima per l'SBU. Dopo l'arresto, Reut confessa l'omicidio e porta gli agenti in un bosco a circa un'ora d'auto da Zhytomyr: il corpo di Berezovska viene ritrovato il 6 luglio, sepolto, con colpi d'arma da fuoco alla testa. Nell'abitazione dell'ex agente, riferisce l'SBU, sarebbe stato trovato un locale interrato paragonato a una camera di tortura. Da allora le versioni si moltiplicano. Reut ha cambiato ricostruzione: sostiene di non aver sparato e accusa Zhykovych, che avrebbe ucciso la donna nonostante le sue obiezioni, pronunciando prima la frase «O lei o noi», per poi costringerlo a nascondere il cadavere. L'avvocato di Zhykovych respinge questa versione e sostiene l'innocenza del suo assistito. La procura ucraina ritiene invece che i due abbiano agito insieme e in modo coordinato, e li accusa entrambi di omicidio premeditato. Nell'udienza preliminare di giovedì 9 luglio a Kiev, Reut ha dichiarato che i due erano andati a prendere Berezovska al suo rientro perché andava nascosta per via di una non meglio precisata questione criminale. Il procuratore Dmytro Tkachuk ha riferito alla BBC che uno dei sospettati avrebbe rivelato informazioni riservate, ora al vaglio degli inquirenti. Per entrambi vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Il governo ucraino e le due agenzie di intelligence hanno preso le distanze, sostenendo che i due abbiano agito di propria iniziativa e senza informare i superiori. Il presidente Volodymyr Zelensky ha annunciato nuove dichiarazioni pubbliche sugli sviluppi del caso.
CHI È VADYM IERMOLAIEV
Nato a Dnipro nel 1968, Iermolaiev ha fondato nel 1995 il gruppo Alef, diventando uno dei principali costruttori della città: suo il complesso Most-City, tra i progetti immobiliari più noti dell'Ucraina centro-orientale. Nel tempo i suoi affari si sono estesi a una ventina di settori, dall'agroalimentare al commercio di vini e alcolici. Nel 2021 Forbes Ucraina lo collocava al quarantacinquesimo posto tra i più ricchi del Paese, con un patrimonio stimato di 220 milioni di dollari.
Iermolaiev ha rinunciato alla cittadinanza ucraina ed è oggi cittadino cipriota. Nei primi giorni dell'invasione russa, a febbraio 2022, si è stabilito nel Principato di Monaco insieme a molti altri facoltosi connazionali, un gruppo che Ukrainska Pravda ha ribattezzato con ironia il Battaglione Monaco. Nel dicembre 2023 Zelensky lo ha inserito in una lista di persone sanzionate per dieci anni, con congelamento dei beni, per presunti rapporti economici con la Russia: secondo alcune ricostruzioni giornalistiche, tra cui quella del Kyiv Independent, le accuse riguarderebbero un'azienda vinicola in Crimea che l'imprenditore controllerebbe ancora tramite prestanome. Lui ha sempre negato, affermando di aver perso ogni controllo sugli investimenti nei territori occupati. In un'intervista a Forbes Ucraina del 2024, riportata dal Fatto Quotidiano, ha rivendicato di condannare l'invasione, citando i beni sottratti alle sue aziende di Melitopol e Kherson e il proprio jet privato distrutto da un missile russo a Dnipro: «Pensate che io sia uno di loro?».
LA PISTA DEGLI AFFARI: IL FIGLIO, I CALL CENTER E BALI
La polizia monegasca ha escluso da subito il movente politico e concentra le indagini sulle attività finanziarie della famiglia, in particolare su Artur Iermolaiev, 35 anni, figlio maggiore dell'oligarca. Arrestato a Cipro alla fine del 2025 e poi estradato in Estonia, Artur ha patteggiato il 30 aprile 2026 una condanna per frode organizzata: secondo gli investigatori, coordinava una rete di call center attivi soprattutto tra Kiev e Dnipro che, con finti investimenti in criptovalute e forex, avrebbe raggirato migliaia di vittime in decine di Paesi per oltre cento milioni di euro. Ha ottenuto la sospensione della pena di cinque anni pagando una multa di circa otto milioni di euro, per poi trasferirsi in Israele.
C'è un precedente inquietante: a marzo Igor Komarov, un altro uomo legato alla stessa vicenda dei call center, è stato torturato e ucciso a Bali, in Indonesia. Alcuni analisti ipotizzano che la bomba di Montecarlo possa essere una ritorsione legata a quel giro di affari, forse anche per l'accordo con cui Artur avrebbe collaborato con gli inquirenti estoni. Al momento, però, resta solo un'ipotesi investigativa.
LE DOMANDE ANCORA APERTE
A quasi due settimane dall'esplosione, i punti fermi sono pochi e le domande molte. Chi ha ordinato l'attentato, e perché? Berezovska è stata uccisa per impedirle di parlare, come suggerirebbe la dinamica dell'omicidio, o per una resa dei conti interna al mondo criminale? Qual è il reale ruolo dei due uomini legati ai servizi, e davvero hanno agito senza che nessuno ne fosse al corrente? Le indagini procedono su due binari paralleli, a Monaco e a Kiev, e le risposte potrebbero arrivare dalle informazioni che uno dei due arrestati starebbe fornendo agli inquirenti.
Fonti:
Il Post, Ukrainska Pravda, Kyiv Independent, BBC News, CBS News, Interpol, Il Fatto Quotidiano, Domani, Corriere del Ticino, Il Messaggero.