Iattualità · Economia · di Andrè Renzuto Iodice ·
Energia, il prezzo della luce sfiora quota 200 euro: è ai massimi da tre anni e mezzo
Il 3 agosto 2026 il Gestore dei Mercati Energetici (GME) ha fissato il Prezzo Unico Nazionale (PUN) dell'energia elettrica a 197,71 euro per megawattora, a un passo dalla soglia psicologica dei 200 euro. Si tratta di uno dei valori più alti degli ultimi anni: stando alle serie storiche del mercato elettrico, livelli simili non si registravano dalla coda della grande crisi energetica, tra la fine del 2022 e i primi mesi del 2023, vale a dire da circa tre anni e mezzo. Un dato che, pur restando lontano dai picchi estremi dell'estate 2022, segnala una pressione crescente sui costi dell'energia proprio nel cuore dell'estate, un periodo in cui la domanda industriale di solito rallenta mentre i consumi domestici salgono per l'uso dei condizionatori.
Cosa dicono i numeri
Il PUN è il prezzo di riferimento all'ingrosso dell'energia elettrica in Italia: viene calcolato ogni giorno sulla Borsa Elettrica come media pesata dei prezzi zonali e costituisce la base delle tariffe a prezzo variabile applicate a famiglie e imprese. Il valore del 3 agosto, 197,71 euro per megawattora, equivale a circa 20 centesimi al chilowattora per la sola componente energia, prima di oneri di sistema, trasporto, accise e IVA. Per avere un termine di paragone, la media mensile del PUN ad agosto 2025 si era fermata intorno ai 109 euro per megawattora: il confronto tra un dato giornaliero e una media mensile va letto con cautela, ma l'ordine di grandezza è evidente, con un prezzo all'ingrosso quasi raddoppiato rispetto a un anno fa. La tendenza era del resto già visibile in primavera, quando il PUN di maggio 2026 risultava superiore di circa il 25 per cento rispetto a maggio 2025. Il quadro resta comunque distante dai massimi storici della crisi energetica: ad agosto 2022 la media mensile del PUN aveva superato i 543 euro per megawattora, oltre il doppio del valore attuale.
Perché i prezzi stanno salendo
La causa principale, secondo gli osservatori di mercato, è il gas. Il conflitto scoppiato a fine febbraio 2026 nel Golfo Persico, che coinvolge Stati Uniti, Israele e Iran, ha determinato il blocco parziale dello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi chiave per le forniture mondiali di gas naturale liquefatto e petrolio, e ha provocato una fiammata di circa il 35 per cento sul prezzo del gas europeo. L'effetto si trasmette direttamente all'elettricità: in Italia circa il 45-50 per cento della produzione elettrica arriva da centrali a gas e, per il meccanismo del prezzo marginale che regola il mercato, quando il costo del gas sale tende a salire il prezzo di tutta l'energia elettrica scambiata. Secondo quanto riportato dalla stampa specializzata, la stessa ARERA, in una recente relazione alla Camera, ha indicato nella forte dipendenza dal gas il principale nodo strutturale del mercato energetico italiano. A questo quadro si sommano fattori stagionali e una volatilità elevata: a inizio maggio le oscillazioni del PUN avevano superato il 36 per cento nell'arco di una sola settimana, e anche negli ultimi giorni i movimenti giornalieri sono stati marcati, con un calo del 6,7 per cento il primo agosto seguito da un rimbalzo di oltre il 12 per cento il 3 agosto.
Il gas: luglio è stato il mese più caro dell'anno
C'è poi un elemento anomalo che riguarda il metano. Di norma il gas costa di più nei mesi invernali, quando la domanda per il riscaldamento è massima; nel 2026 la stagionalità appare invertita. Secondo le rilevazioni di Selectra su dati GME, luglio 2026 è risultato il mese più caro dell'anno per il PSV, l'indice del prezzo all'ingrosso del gas in Italia, mentre dicembre 2025 era stato il più economico. Nelle ultime settimane il PSV si è mosso tra 0,63 e 0,69 euro a standard metro cubo, con una media sugli ultimi trenta giorni intorno a 0,565 euro, in aumento rispetto al mese precedente. Se questa dinamica dovesse proseguire con l'arrivo dell'autunno e della stagione termica, la pressione sui prezzi potrebbe accentuarsi.
L'impatto sulle bollette
Gli effetti sul consumatore finale dipendono dal tipo di contratto. Chi ha una tariffa a prezzo variabile indicizzata al PUN o al PSV vede la bolletta seguire la media mensile del mercato all'ingrosso: ad agosto, per ora, i valori si stanno collocando sopra quelli di luglio, che a loro volta erano superiori a quelli di giugno. Chi ha un contratto a prezzo fisso è protetto fino alla scadenza delle condizioni sottoscritte, ma potrebbe trovare offerte più care al momento del rinnovo. Per i clienti vulnerabili ancora serviti in Maggior Tutela, ARERA ha già disposto per il terzo trimestre 2026 un aumento del 4,6 per cento rispetto al trimestre precedente. Va ricordato che il prezzo all'ingrosso pesa su circa metà della bolletta elettrica di una famiglia tipo: il resto è composto da oneri di sistema, costi di rete, accise e IVA, voci che non seguono direttamente le oscillazioni giornaliere del mercato.
I conti della Cgia: 29 miliardi di costi aggiuntivi
A cinque mesi dall'inizio del conflitto, l'Ufficio studi della Cgia di Mestre ha provato a quantificare l'impatto complessivo del caro energia. Nell'ipotesi che i prezzi attuali restino invariati fino a fine anno, nel 2026 famiglie e imprese italiane pagherebbero quasi 29 miliardi di euro di costi aggiuntivi: 13,6 miliardi per benzina e diesel (più 20,4 per cento rispetto al 2025), 10,2 miliardi per l'energia elettrica (più 12,9 per cento) e 5 miliardi per il gas (più 14,6 per cento). Si tratta, scrive l'associazione, di un "conto salato che rischia di pesare soprattutto sulle famiglie economicamente più fragili", oltre che sulle aziende di trasporto e sulle imprese a elevato consumo di energia. A livello territoriale, la Lombardia risulterebbe la regione più esposta ai rincari.
Le misure del governo
Sul fronte degli interventi pubblici, il principale strumento è il Decreto Bollette 2026 (DL 21/2026), un pacchetto da circa 5 miliardi di euro convertito in legge in aprile con voto di fiducia in entrambe le Camere. Tra le misure: un contributo di 115 euro per le famiglie con ISEE fino a 10 mila euro, aiuti alle imprese, l'aumento dell'aliquota Irap per le aziende del comparto energetico dal 3,9 al 5,9 per cento per il biennio 2026-2027, lo scorporo dei costi delle emissioni Ets dal gas usato per la produzione elettrica con l'obiettivo di ridurre il prezzo dell'elettricità, la promozione dei contratti di lungo termine per le rinnovabili e l'apertura delle comunità energetiche anche ai condomini. Il provvedimento era stato però varato prima dello scoppio della guerra, e lo stesso governo ha riconosciuto in sede parlamentare l'esigenza di aggiornarlo alla luce delle nuove tensioni. Secondo la ricostruzione della Cgia, dall'inizio del conflitto gli stanziamenti complessivi contro il caro energia ammontano a 7 miliardi di euro, 5 per contenere le bollette e 2 per la riduzione delle accise sui carburanti: risorse che compenserebbero circa un quarto dei maggiori costi stimati. L'esecutivo potrebbe destinare altri 7 miliardi entro l'autunno, prima della Legge di bilancio 2027, ma l'intervento dipenderebbe dalla concessione, da parte del Consiglio europeo, di una clausola di salvaguardia sui limiti del rapporto tra deficit e Pil.
Cosa può succedere ora
Le prospettive restano legate a variabili in gran parte fuori dal controllo nazionale: l'evoluzione del conflitto nel Golfo Persico e della situazione nello Stretto di Hormuz, l'andamento degli stoccaggi europei in vista dell'inverno e la domanda dei prossimi mesi. Se le tensioni geopolitiche dovessero allentarsi, il prezzo del gas potrebbe ridiscendere trascinando con sé il PUN, come già avvenuto dopo la crisi del 2022; se dovessero persistere, l'autunno rischierebbe di aprirsi con prezzi all'ingrosso strutturalmente più alti. Nel frattempo ARERA invita i consumatori a confrontare le offerte disponibili attraverso gli strumenti pubblici come il Portale Offerte e il Portale dei Consumi. La soglia dei 200 euro per megawattora, sfiorata il 3 agosto, resta il termometro da osservare nelle prossime settimane.
Fonti:
- GME – Prezzo Unico Nazionale, dato del 3 agosto 2026
- Giornale Adige, "Energia verso quota 200 euro/MWh", 3 agosto 2026
- Selectra, aggiornamenti PUN e PSV del 1 e 3 agosto 2026
- Abbassalebollette.it, scheda PUN con dati maggio 2026
- Dolomiti Energia, serie storica dell'indice PUN
- ARERA / Servizio Elettrico Nazionale, condizioni economiche terzo trimestre 2026
- Ufficio studi CGIA, stime sul caro energia 2026 (ripresa da Affari Italiani e La Discussione, luglio 2026)
- Confcommercio, "Decreto bollette 2026, i contenuti del provvedimento", aprile 2026
- Edotto, "Decreto Bollette 2026: voto di fiducia della Camera", aprile 2026
- Segugio.it, sintesi della relazione ARERA alla Camera sul mercato energetico